Questo articolo nella sua versione integrale è stato scritto per la rivista REM uscita a fine 2023 (ne avevo scritto anche qui). Racconta quello strano progetto musicale nato insieme a Enrico Buoso molti anni fa ed eternamente inconcluso, salvo coinvolgere in questo percorso infinito una miriade di talenti rodigini. Ve ne ripropongo una versione riveduta, corretta, tagliuzzata e aggiornata.
La forma di un tramonto scozzese dopo la pioggia
Come sarà mai un tramonto scozzese prima della pioggia? Credo che quel giorno di molti anni fa, mentre battezzavamo così una nuova creatura musicale, ci siamo lasciati trascinare, più che da un’immagine definita, dal suono evocativo e indefinito di quella manciata di parole: Caledonian Sunset before the Rain.
“Evocativo” e “indefinito”, del resto, sono due ottimi aggettivi da cui partire per descrivere Caledonian Sunset before the Rain, un progetto che non è una band, ma nemmeno cantautorato, né un disco, né uno show. Ma che da alcuni anni sta coinvolgendo alcuni dei migliori musicisti della provincia di Rovigo. E non parliamo certo di noi.
Tre brani, trenta musicisti
Partiamo dall’ultima incarnazione (pubblica) di questo progetto musicale “evocativo e indefinito”: una manciata di brani, presentati sotto la sigla Caledonian sunset before the rain in un’anteprima pubblica nel maggio 2023 a Rovigo. (…)
Tutto è iniziato prima dei lockdown, dei coprifuoco, delle mascherine e dei green pass per entrare a teatro (…) in un’epoca che sembra lontanissima. L’idea, nata dalla mente di Enrico, era da un lato mettere in musica molte idee e influenze maturate nel corso degli anni, dall’altro dare spazio a una miriade di musicisti, artisti, cantanti polesani di cui siamo ammiratori (e amici).
Un frullato di generi (rock, punk, metal, grunge, funky, post rock, folk, new wave, classica, ecc.), che convergono in una serie di brani scaturiti dalla chitarra acustica di Enrico.
Il 21 maggio 2023 al pubblico rodigino ne sono stati presentati tre, gli unici che fino ad allora (e forse fino ad ora) hanno trovato una forma compiuta:
– “GreAta”, una canzone ecologista dedicata alla fondatrice di Fridays for Future, in cui spicca un coro capace di tenere insieme voci diversissime come quella potente e acuta di Max Ferrari dei Mogsy e quella roca e istrionica di Maurizio Zannato dei Marmaja, per dire due nomi tra i più conosciuti nella scena musicale nostrana, più una serie di amiche e amici prestati alla causa. Tra tutti forse il brano che meglio restituisce una capacità della band e di Enrico in particolare: quella di unire tra loro e appassionare persone diversissime, musicalmente parlando e non solo.
Potete ascoltare il pezzo su YouTube, qui sotto.
– “Caledonian sunset before the rain”, il secondo brano, è un “manifesto” di quello che vorrebbe essere la band: un grande miscuglio di generi musicali. Qui il mix dà forma ad un flusso, una sorta di viaggio allucinante o di incubo notturno, che per qualcosa come dodici minuti affronta una vertiginosa sequenza di ambienti musicali, dalla ballata al pop al metal all’elettronica. Un brano che nasce non tanto (o non solo) dall’eclettismo di chi l’ha composto (per la cronaca, sempre Enrico), ma soprattutto dallo spazio dato agli ospiti, provenienti da esperienze molto diverse tra loro. Ciascuno dei musicisti che cantano o suonano nel brano, infatti, è stato lasciato libero di esprimere la propria personalità e la propria storia musicale. Seconda caratteristica del progetto: saper cucire insieme frammenti diversissimi in un mosaico estremamente colorato e libero, anche se non sempre pop.
E poi c’è il brano di punta… ma ne parliamo nella prossima puntata.
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