Antipasti: da dove proviene la nostra tradizione gastronomica?

Il venticello escrementizio che spira da anni in Italia mi ha portato all’orecchio gli insulti razzisti di qualche demente ad un ristorante indiano di Verona.

La cosa mi ha fatto tornare in mente una rubrica che ho scritto diversi anni fa per la vecchia versione on line della rivista REM: si intitolava “Antipasti” e, indagando le origini dei nostri piatti più celebrati, mostrava quanto le tradizioni sventolate come simboli identitari semplicemente siano figlie di un melting pot culturale che esiste da ben prima che qualcuno coniasse il termine “globalizzazione”. Perché il mondo è sempre stato in qualche misura globalizzato e quel Mediterraneo che oggi è una tomba, sapientemente predisposta dall’Unione Europea per seppellire decine di migliaia di poveracci in cerca di una vita migliore, è sempre stato invece il luogo di incontro e incrocio tra il vecchio continente, il mondo arabo, l’Africa, le rotte che giungevano nel lontano Oriente.

Curiosamente quella rubrica uscì su REM a singhiozzo in tempi molto dilatati, proprio a causa di un evento che con la globalizzazione aveva molto a che fare: la pandemia da Covid-19.

Quale periodo migliore di questo fetido momento storico per tirarla fuori dal cassetto, spolverarla, aggiornarla e riproporla qui? Lo farò dalla prossima settimana, ripubblicandola nell’ordine in cui è uscita, anche se i singoli capitoli saranno aggiornati, integrati, arricchiti e in parte riscritti. Ecco le puntate che vi aspettano:

1. “Sì alla polenta. No al cous cous”: da uno slogan tra i più stupidi di sempre, andiamo in cerca delle vere origini del piatto identitario padano per eccellenza
2. Cappellacci di zucca come Ferrara comanda: viaggio nella città estense sempre più destrorsa, tra pretese tradizioni familiari e gastronomiche
3. La guerra del Tiramisù: ritorno a Nordest per chiedersi quanto sia davvero importante che lo squisito dolce sia 100% friulano o 100% veneto
4. Che meraviglia, ‘sto cacao: una puntata dedicata al prodotto simbolo della Svizzera, che ovviamente di svizzero non ha nulla
5. Sentirsi a casa con la pizza: ritorno in patria per svelare come le tradizioni siano molto più recenti di quanto non si pensi
6. Un popolo di mangiaspaghetti: ancora un affondo sulla nostra tradizione gastronomica, per spiegare perché se esiste la pasta, non è certo grazie agli italiani
7. Condire la pasta: infine il condimento per eccellenza dei nostri primi piatti: ma chi ha inventato il sugo al pomodoro?
8. L’orto meticcio: viaggio sul banco di un fruttivendolo, in cui scopriremo che quel malfattore di Cristoforo Colombo ha fatto anche cose buone
9. L’immutabile montagna: in cui racconto delle mie vacanze da bambino e di come mi illudevo che la montagna fosse un luogo a sè, eterno, immutabile
10. Zucchero amaro: infine il dolcissimo alimento presente un po’ dappertutto, che ha stravolto la geopolitica mondiale

Naturalmente non sono trattati di cucina, ma un grande miscuglio di riflessioni, nato dalle più svariate letture. Se a qualcuno interessasse approfondire, questo sono i libri ai quali ricordo di avere attinto le informazioni principali:

  • Alessandro Giraudo, “Storia straordinaria delle materie prime”;
  • Alberto Grandi, “Denominazione di origine inventata. Le bugie del marketing sui prodotti tipici italiani”;
  • Penny Le Couter e Jay Burreson, “I bottoni di Napoleone. Come 17 molecole hanno cambiato la storia”;
  • Stefano Mancuso, “L’incredibile viaggio delle piante”;
  • Charles Mann, “1493. Pomodori, tabacco e batteri. Come Colombo ha creato il mondo in cui viviamo”;
  • Ralf-Peter Märtin, “Le Alpi nel mondo antico”;
  • Massimo Montanari, “Il mito delle origini. Breve storia degli spaghetti al pomodoro”.

Avete consigli di lettura a tema o proposte di altre deliziose pietanze di cui indagare le origini? Scrivetemi nei commenti o ai miei contatti qui.

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