Clic. Scatta il verde e decine di bipedi ammassati sul bordo del marciapiede si lanciano avanti in perfetta sincronia, disciplinati come fanti in battaglia.
Attraversare il viale trafficato davanti a questa stazione ferroviari, del resto, non è meno pericoloso che lanciarsi a testa bassa verso la trincea nemica tra esplosioni di granate e sibilare di proiettili. Il verde dura un istante, bisogna essere decisi, implacabili.
Dopo un sospiro, il semaforo torna rosso. Tutti ci fermiamo. Ma un tizio improvvisamente coglie la sua finestra di opportunità, se ne frega dello sfrecciare delle automobili, si lancia oltre la barriera d’asfalto, verso il lato opposto.
Come fosse avvenuto un miracoloso consulto telepatico, prima un bipede, poi l’altro, poi la folla tutta, lo seguono in massa, attraversano tutti a passo lesto, forti dell’essere massa critica, incuranti delle auto, degli autobus, dei furgoni, dei taxi, dei motorini.
Guardandoli, penso che mai avrebbero compiuto un’azione tutto sommato stupida, rischiosa, se avessero dovuto scegliere di farlo da soli.
Mi chiedo anche se basterebbe allora che qualcuno semplicemente desse l’esempio, per fare sì che queste masse, che impavide ora disobbediscono agli ordini luminosi dei semafori e si gettano a capofitto attraverso il pericolo di una strada trafficata, un domani si comportassero in questa maniera persino nelle dure circostanze che le cause elevate richiedono.
Qualcuno, certo, ben diverso dal generale comodamente seduto in salotto ad arringare le truppe di una remota battaglia. Qualcuno lì con loro, davanti a loro, alla loro testa, a rischiare insieme a loro.
Forse abbatterebbero un governo ingiusto, otterrebbero di abrogare certe leggi ignobili, decreterebbero la fine delle guerre, chiederebbero ai miliardari di avere un’etica, metterebbero fine all’inquinamento che ci avvelena?
La risposta è davanti a me: in fondo questi bipedi intruppati sono eroi solo per il proprio tornaconto, per risparmiare un minuto o due, che chissà cosa se ne faranno poi di quel minuto o due, probabilmente scrolleranno Instagram.
Non ho davanti creature intrepide per un ideale, ma in fondo l’esatto contrario. Pronti a seguire un leader, purché garantisca il loro quieto vivere. E ovviamente pronti a scaricarlo appena li avrà delusi, come bambini già stufi del giocattolo appena ricevuto.
Poi, per fortuna, scatta di nuovo il verde e, attraversando le strisce, lascio questi pensieri sul marciapiede opposto.
Rispondi