Il “quaderno delle cicale: diario di bordo e cimeli raccolti

Il “quaderno delle cicale” di cui ho parlato la settimana scorsa, contiene anche una sorta di diario di bordo, che ricostruisce la gestazione della storia, il lungo e incerto cammino fino alla pubblicazione, ma anche  il racconto di ciò che è accaduto dopo la sua uscita.

Sono annotazioni molto personali, spesso molto schiette e umorali, certamente non pubblicabili integralmente qui. C’è ricostruito anche tutto il tour di presentazioni, comprese quelle saltate (a Salvaterra e Polesella), quando mi sono beccato il COVID nel settembre 2021. Del tour racconto le fatiche, ma anche le gioie, in primis l’arrivo al mio fianco prima dell’amico Enrico Buoso con la sua musica, poi di Chiara Galdiolo per le letture.

Nel tour raccolgo fiorellini (come quello in copertina), cimeli di vario tipo e perfino una poesia, composta dall’amica di famiglia Paola Munaro. Eccola qui sotto.

Il bilancio alla fine non è di gran soddisfazione. Il libro, finito nell’autunno 2020, attraversa mari tempestosi e impiega molti mesi ad arrivare alla pubblicazione (quasi a sorpresa) solo nel giugno successivo.

Le prime date del tour, a giugno e luglio, non sono esattamente da folle oceaniche: all’anteprima ci sono essenzialmente gli amici stretti e i parenti. La tappa di Rosolina Mare è bella, ma per pochi intimi.

Ci si risolleva solo nell’autunno 2021, dopo il mio isolamento COVID, quando però l’organizzazione della promozione si sovrappone all’apertura del cinema Duomo, a cui sto lavorando: un sovraccarico da esaurimento nervoso.

A Rovigo, ospite della Fionda di Davide, c’è un pubblico folto e bello (benché mascherato), ma io sono poco sul pezzo. Per fortuna Enrico e Chiara mi sono di grande supporto.

Va bene anche a San Martino di Venezze, dove presento il libro insieme a quelli di Danilo Trombini e Annalisa Boschini. Sulla strada del ritorno becco una multa, che vanifica i magri guadagni delle vendite, ma almeno “incasso” l’omaggio di alcune bottiglie degli eccellenti vini di Corte Carezzabella, sede della presentazione.

A dicembre ad un evento organizzato da REM i partecipanti sono tre, ma il periodo è quello che è. Va un po’ meglio in altre occasioni, ma la sensazione è di arrancare e nel “diario” emerge anche questa frustrazione.

Nella maggior parte degli eventi mi accompagna Emergency con un banchetto di raccolta fondi. Con loro organizziamo anche l’ultima tappa del tour a giugno, un evento molto bello, all’azienda agricola La Bocalina di Adria. Diciamo che almeno chiudiamo in bellezza.

Dopo la ristampa cerco di organizzare due presentazioni in alto Polesine, per coinvolgere i ragazzi di Castelguglielmo. Coinvolgo due persone della zona, che ritengo fidate: ricevo un muro di silenzio in un caso, una serie di rinvii in un altro. La mia voglia di organizzare un secondo tour muore lì.

Nel “diario delle cicale” annoto anche le reazioni da parte di chi lo ha letto, tante piccole recensioni che mi porto nel cuore e che – assieme al lavoro fatto con le scuole medie di Castelguglielmo – sono in fondo  l’unica vera ragione per cui è valsa la pena allora imbarcarsi nell’avventura del secondo romanzo.

Tra gli appunti, trovo anche un accenno ad una storia nuova che sto scrivendo nel periodo del tour: è il 2021 e sono al lavoro su “Le nutrie di Mompracem”, romanzo dalla gestazione ancora più avventurosa, che finirò solamente nel 2024 e che… giace in un cassetto (o per la precisione nella cartella di un hard disk esterno), dopo una serie di test sufficienti a decretare che era una vera cacata.

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