Ci sono archivi di fotografie e di storia, che sono veri e propri tesori custoditi semplicemente nelle case di persone comune.
È il caso del fondo fotografico di Sigfrido Finotti, in mostra in questi giorni nella sala della Pescheria Nuova di Rovigo in un allestimento curato dall’associazione Teradamar e dalla fotografa e amica Cristina Sartorello.
Scorrendo le immagini raccolte nella mostra si assiste ad una carrellata di quei momenti qualunque capaci tuttavia di raccontare la storia della città, eventi epocali come l’alluvione o semplici cambiamenti dei luoghi di decennio in decennio.







Sigfrido Finotti, originario di Vigarano Mainarda, dove è nato nel 1905, ha vissuto tutta la vita a Rovigo, fino alla morte nel 1970. I suoi scatti attraversano l’intera vita, raccontando la città in cambiamento, dai primi decenni del Novecento al boom economico.
Finotti fu tra i fondatori del Foto Club Rovigo, socio fondatore del Panathlon Club Rovigo e delegato cittadino dell’Associazione Radiotecnica Italiana negli anni Venti. Ricoprì anche il ruolo di vicedirettore della Banca del Monte di Rovigo.
La sua attività di fotografo amatoriale si intreccia, insomma, in modo inestricabile alla sua partecipazione alla vita pubblica della città.
Cristina Sartorello ha recuperato e portato alla luce il.suo archivio con un lungo e certosino lavoro di ricerca e riordino, trasformandolo in una vera e propria mostra, in cui sono raccolte anche macchine fotografiche, documenti e altri cimeli di Finotti, altrimenti destinati all’oblio.
Non c’è nulla di spettacolare in questa mostra, che si conclude il 5 novembre. C’è invece la bellezza della quotidianità, dei luoghi della vita di tutti i giorni, degli scorci visti mille volte e che qui appaiono improvvisamente nuovi, affascinanti.
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