Questo testo è una versione riveduta e corretta della prefazione alla raccolta di inediti racconti brevi del concorso letterario “Sergio Garbato” 2025, pubblicata dalla Fondazione Banca del Monte nell’autunno dello stesso anno. Lo ripropongo con qualche adattamento, in vista della nuova edizione del concorso.
Prima della scrittura: dove nascono le storie
Nell’edizione 2024 della pubblicazione dedicata ai racconti vincitori del concorso “Sergio Garbato”, l’introduzione era dedicata all’incipit delle storie e passava in rassegna i molti modi in cui si può cominciare un racconto.
Ma a ben guardare “come iniziare” non è la prima cosa che ci si chiede, quando si scrive un racconto. Ancora prima di iniziare a ticchettare sulla tastiera del notebook o – per i più romantici – spargere inchiostro su un taccuino, dobbiamo avere un’idea. Almeno una piccola idea di partenza, che ci sembri abbastanza interessante da invitarci a scrivere. Non è così?
Come trovare una buona idea
Diciamo innanzitutto che una “buona idea” è banalmente la scintilla da cui nasce una storia.
Può avere tante forme: una trovata narrativa che ci sembra appassionante, divertente, emozionante; qualcosa che vogliamo dire, anzi che sentiamo il bisogno di dire; un personaggio che preme per avere una storia tutta sua.
Può essere una singola idea o un mucchietto di idee. Può prendere forma nella nostra testa e da lì riversarsi sulla carta oppure può essere una pila di appunti sparsi, che ad un certo punto trovano una coerenza ed un filo conduttore.
Di certo una “buona idea” – e perfino un’idea “geniale” – non è qualcosa che nasce e vive in una bolla isolata nel tempo e nello spazio: anzi, le buone idee sono spesso combinazioni geniali di elementi già esistenti: “le idee sono il risultato di un bricolage – scrive Steven Johnson nel suo Dove nascono le grandi idee. Storia naturale dell’innovazione -. Quello che accade è che prendiamo idee ereditate o nelle quali siamo inciampati, e le ricombiniamo per plasmare qualcosa di nuovo”. Questo, in fondo, può valere anche per la narrativa (ed è un buon motivo per leggere prima altri libri, se si vuole scrivere un libro).
Ed ecco una prima suggestione per capire come trovare una buona idea: in assenza di ricette miracolose, una certezza è che le idee non vengono dal nulla, a comando. E di certo non vengono sforzandosi in tutti i modi di averne, magari nella solitudine della propria stanza, magari legati alla scrivania.
Anzi, c’è chi pensa che la strategia migliore sia fare il contrario: cerchi un’idea? Molla tutto e mettiti a fare qualcos altro. Le migliori idee vengono spesso nei luoghi più impensabili: sotto la doccia, a letto nel dormiveglia, mentre si passeggia o si pedala, per non parlare di tutte quelle attività monotone e ripetitive (sgranare i fagioli, annaffiare le piante, fare bricolage, cucinare il risotto) in cui il cervello finalmente è libero di vagare. Questa “ricetta” può far sorridere, ma ci dice quanto meno che le buone idee vengono più facilmente se non ci si impegna attivamente a trovarle, se si stacca e ci si rilassa, lasciando la mente libera di galoppare a briglia sciolta. E magari di annoiarsi un po’.
In cerca di un metodo per trovare idee
Tornando ai metodi per trovare le idee, vale la pena partire da Gianni Rodari e dalla sua l’imperdibile Grammatica della Fantasia, manuale zeppo di idee sperimentate nei suoi laboratori con bambini delle scuole elementari. La prima cosa che insegna Rodari è che un buon modo per trovare le idee è “giocare” (e questo si può fare anche da adulti). Ad esempio, inventando parole a caso e interrogandosi su di esse: tutti sappiamo cos’è un gatto, ma uno “sgatto” (cioé un gatto con il prefisso “s-” all’inizio) che forma avrà, quali saranno le sue abitudini, che verso farà, che avventure vivrà?
Uno dei racconti che più mi sono piaciuti e rimasti impressi tra quelli candidati al concorso si intitolava, mi sembra, “Come ghiaccio tra le mani”. Alla presentazione della raccolta l’autrice ci ha svelato che ha scritto la storia partendo da questo titolo, creato a sua volta grazie ad un generatore random di parole on line. Da quelle parole, intuisco leggendo il racconto, si è lasciata trasportare dalle suggestioni evocate. Ne è venuto un racconto semplice, ma emozionante.
La seconda cosa importante, vale la pena sottolinearlo, è che nei laboratori di Rodari le idee nascevano “giocando” in compagnia di altre persone. Perché no? Cozza forse con il cliché del genio solitario e tormentato (e con la consuetudine di scrivere da soli i temi di italiano), ma fa il paio con un’altra questione che pone ancora una volta Johnson nel libro citato in precedenza: “Una buona idea è una rete”. Insomma, le idee innovative nascono dalle relazioni, dagli scambi.
Tra i “trucchi” raccontati da Rodari nella sua Grammatica della Fantasia, poi, ce n’è almeno un altro che vale la pena citare: partire da storie che già conosciamo e amiamo, provando a immaginarci di cambiarne la trama, il finale, l’ambientazione. Anche questo può sembrare eretico, ma lo abbiamo scritto poco sopra: nessuna idea nasce dal nulla. E allora, perché non prendere una storia che già conosciamo e amiamo e provare ad immaginare un finale diverso? O cambiare i connotati di un personaggio e vedere cosa succede?
Ne La scrittura non si insegna, Vanni Santoni offre un consiglio molto sintetico a chi vuole scrivere: “Scrivi tutti i giorni”. L’invito è a scrivere e basta, senza attendere che arrivi una grande idea: “Mettiti a fare qualcosa a caso. Descrivi tutte le porte della tua strada. Tutti i tuoi compagni delle elementari. Comincia a tenere un diario. Fai un remake. Fanne due”. A ben guardare, questo esercizio quotidiano è già un’ottima palestra per farsi venire un’idea.
Nel libro Imparare a scrivere con i grandi, il parmense Guido Conti ci propone il metodo del narratore russo Michail Bulgakov, che, scrivendo continuamente racconti per testate, era obbligato a trovare idee a ciclo continuo. Il suo metodo era ispirarsi liberamente a fatti di cronaca trovati sui quotidiani, rileggendoli in quella chiave grottesca e comica che contraddistingue la sua produzione.
Del resto, Guido Conti sostiene che “tutto può diventare fonte di ispirazione”, che “si è scrittori ventiquattr’ore su ventiquattro”. Anche Conti ha una sua “miniera” a cui attingere idee: è il territorio in cui vive, ricco di Storia e storie, chiacchiere, aneddoti, personaggi reali che sembrano protagonisti di romanzi avventurosi. Insomma, si può trovare materiale per una buona storia anche andando al bar del paese a giocare a carte con i “vecchi” e ascoltando le loro storie.
Le idee dietro a questi racconti
Dove avranno trovato le loro idee gli autori dei racconti presentati al concorso della Fondazione Banca del Monte?
Qualcosa abbiamo svelato alla presentazione dei racconti nello scorso autunno. Si possono trovare altri spunti, sfogliando i racconti. Tra le pagine si ritrova tutta la varietà di strade da percorrere per trovare l’idea per una storia. Vediamo qualche esempio:
- Dalla passione per la Storia, ossia scegliendo un’epoca o più spesso un evento storico circoscritto e provando a calare al suo interno alcuni personaggi. Oppure mettendosi nei panni di un personaggio storico per farlo rivivere sulla carta;
- Dai fatti di cronaca: soprattutto le guerre trovano spesso spazio in queste storie e non è difficile immaginare il perché. Da qualche tempo fanno parte non solo delle notizie di apertura di giornali e tg, ma anche delle nostre preoccupazioni: e se la guerra arrivasse da noi?
- Dalla quotidianità: in fondo le piccole cose – come l’amore, gli amici, la paura delle interrogazioni – sono meno piccole di quanto sembrino. Sono fonte di emozioni fortissime, di cambiamenti nella vita, di incontri, scontri, attrazioni, repulsioni;
- Dal dolore, dalla perdita, dalla morte. O magari dalla paura di queste cose. Compaiono spesso i nonni, in queste storie, che costringono a confrontarsi con la vecchiaia, la malattia e appunto la perdita di una persona cara. In altre storie si parla della morte della mamma (topos che in fondo “assorbiamo” fin da piccoli da molte fiabe);
- Dalla vita di paese, perché i paesi sono ricchi di storie che vanno in scena tutti i giorni, con personaggi spesso memorabili e piccoli fatti che offrono spunti per trame sfavillanti;
- Dalla propria interiorità, dalle proprie emozioni, dalle paure o anche dalle passioni, ad esempio lo sport, l’arte o la letteratura stessa;
- O ancora, per contro, dall’immaginare di essere qualcun altro, fino a sperimentare i protagonisti più strani: non solo gli esseri umani più lontani da noi, ma perfino animali come una rana o addirittura un albero;
- Dal “Cosa succederebbe se” o “Cosa sarebbe successo se”, ottima domanda da cui partire per trovare una buona storia.
E poi, certo, dalle loro letture, dai film che hanno visto, dalle serie tv, dai videogames o da qualsiasi altra forma abbiano assunto le storie che hanno amato. Le storie che potete leggere nella pubblicazione, in fondo, non sono che un altro tassello di un sentiero fatto di storie che si concatenano da millenni. Chissà, magari qualcuna di queste offrirà uno spunto creativo ad un futuro narratore.
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