Questa puntata del diario è una sorta di crossover con la monumentale biografia degli Arachide Jumbo proposta in questo blog qualche tempo fa.
Scoprite perché nella cronaca che segue…
In parrocchia per la Pace
Centro Don Bosco, Sarzano, 21 Novembre 2004
Sono tredici anni che vivo a Sarzano, ridente frazione di Rovigo che non ha molto da ridere, e non avevo mai frequentato l’ambiente parrocchiale quanto negli ultimi quattro giorni.
Il fatto è che il circolo NOI e l’associazione Teatroinsieme di Sarzano hanno organizzato questa maratona di quattro giornate sul tema della Pace, tirandomi dentro automaticamente come musicista per organizzare una serata poetico-musicale. E visto che avanzava un buco la domenica pomeriggio, mi sono fatto avanti per chiedere se si poteva infilarci Emergency.
Così, dopo aver suonato al centro parrocchiale il venerdì (il concerto l’ho raccontato qui), eccomi di nuovo
la domenica pomeriggio assieme a Luigi e Nunzia per presentare l’associazione al pubblico sarzanese. Un pubblico a noi del tutto ignoto fino all’ultimo momento: saranno in dieci? In venti? In due? Saranno adulti, bambini, comunisti, leghisti? Lo scopriamo quando inizia ad affluire gente e ci troviamo di fronte una platea abbastanza folta, composta in parte da adulti ma soprattutto da bambini delle elementari e addirittura della materna. Più una suora.
Nunzia, preparatasi a parlare ad un pubblico ormai assuefatto alle quotidiane dosi di violenza proposte dalla televisione a ore pasti o subito dopo, per digerire, si ritrova a dover adattare il suo discorso per evitare di sconvolgere la delicata psiche dei fanciulli e subire le ire dei genitori. Via i filmati coi bambini senza piedi o coi piedi storti, coi talebani sporchi e smagriti, con gente che salta per aria da questa o quella parte del mondo.
Avvalendosi di un set di diapositive abbastanza soft e della propria inventiva, Nunzia imbastisce un discorso che parte dalla guerra di una volta spiegata con Asterix e Obelix e arriva ad oggi, con le mine antiuomo e le bombe a grappolo, parlando poi degli ospedali di Emergency e tutto il resto che non sto a ripetere perché lo conosciamo tutti, mi auguro.
Luigi segue fedelmente il discorso di Nunzia e si occupa di sforbiciare quelle diapositive che potrebbero causare sonni inquieti ai bimbi e, conseguentemente, ai loro genitori. Nel frattempo, io mi occupo del banchetto, tenendo a bada i bimbi a caccia di gadget.
Ne vengono due scatenatissimi, una bimba e un bimbo più piccolo, che mettono le mani dappertutto, si prendono il listino degli articoli e se lo leggono tutto commentandolo, cercando la roba con le agili manine, sbeffeggiando i titoli dei libri (Buskashì li fa scannare dal ridere; a commento di Pappagalli Verdi la bimba starnazza come un’anatra e ride a più non posso…), facendo una miriade di versi mentre giocano con le spille e le penne, spulciando tutti i bigliettini natalizi.
Li seguo un po’ con lo sguardo, poi mi avvicino e dico loro che se hanno bisogno di qualcosa possono chiedere a me. Se la cavano benissimo da soli, è evidente, tant’è che la ragazzina mi tratta come uno scocciatore e mi dice che non hanno bisogno di nulla. Alla fine non comprano niente e se ne vanno ridendo. E vabbè, abbiamo fatto ridere per un giorno un paio di bambini di Sarzano. Dopo aver portato un po’ di gioia ai piccoli kurdi o a quelli afgani, ci mancava.
Dopo l’intervento, che ottiene un certo successo, la seconda metà della giornata prevede la lettura dei pensieri di alcuni ragazzi delle medie. La sala piomba nel buio, mentre sullo schermo vengono proiettate immagini di marines in battaglia, del Papa, di bambini africani, del Papa, di città bombardate, del Papa, di gente disperata, del Papa, delle Twin Towers, di madre Teresa di Calcutta col Papa. Il commento delle immagini è affidato a poesie e riflessioni che i ragazzi leggono imboscati in un angolo. Poi parte una canzone di non so e non voglio sapere chi, una cosa tipo gli Stadio che inneggiano a Gesù. Dopodiché, la premiazione dei migliori disegni realizzati dai bambini delle elementari. I disegni sono veramente carini, alcuni proprio belli. Alla fine, premiano tutti quanti pari merito e si può passare al momento fondamentale della giornata, quello per cui tutti siamo qua. Perché, ammettiamolo, nessuno ha rinunciato a una domenica a passeggio per conoscere Emergency, guardare i disegni dei bimbi o ascoltare i pensieri dei ragazzini delle medie.
Queste, in realtà, erano tutte attività organizzate al solo scopo di riempire lo spazio prima dell’Evento: la premiazione della lotteria e del concorso “azzecca il peso della pancetta”. In palio, la suddetta pancetta per chi ne azzecca il peso con maggior approssimazione (Luigi e Nunzia le sparano grosse, io neppure tento) e due, dico due, salami per la lotteria. Anch’io, Nunzia e Luigi abbiamo comprato il nostro bel biglietto e fremiamo nell’attesa di sapere se porteremo a casa l’agognato premio.
Viene chiamato a pescare i biglietti il bimbo più giovane in sala, poco importa che sia praticamente un bebé. Una zia dell’infante gli grida di pescare bene, minacciandolo di disconoscerlo. La competizione è durissima. Il clima si fa teso.
La prima estrazione assegna il salame numero uno a… ci credereste? La suora! Le vie del Signore sono infinite e grande è la sua misericordia.
Il secondo salame va a… ancora più incredibile! La zia del bebé. Tra preghiere e maledizioni si sono fregati tutti i salami, “generosamente” offerti dal macellaio di Sarzano (che minimo minimo è imparentato con il bebè). Nunzia ed io siamo visibilmente scornati. Potevano devolverne un paio di fette a Emergency!
Terminate le estrazioni, la gente scompare rapidamente. In quattro e quattr’otto smantelliamo il banchetto e ci congediamo. Per decenza non faccio un consuntivo delle vendite.
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