Le mie spensierate letture estive: Eraldo Baldini, “Gotico rurale. Racconti 2000-2024”

I paesi sono mondi strani, e più sono piccoli e in apparenza semplici, più in realtà risultano complicati.

C’è un aspetto dei paesi che può cogliere anche chi ci vive ai giorni nostri, in paesi che sono in genere spente ombre delle vivaci comunità che erano.

I paesi hanno sempre più facce. E in “Gotico rurale“, raccolta di racconti di Eraldo Baldini – tra demoni pagani, oscure leggende e poveri mostri – a fare paura è spesso questo doppio volto delle piccole comunità.

Nei paesi, si dice, tutti si conoscono, ma questo non sempre significa che tutti si prendono cura gli uni degli altri. A volte, invece, questo conoscersi tutti prende la forma del pettegolezzo, della maldicenza, della cattiveria.

Amicizie e dissapori non riguardano più i singoli individui, ma intere famiglie, perfino interi borghi.

E se già all’interno della comunità nessuno è al riparo dalla cattiveria, meno ancora lo è chi non ne fa parte, chi arriva da fuori. Perché “comunità” significa sempre due cose insieme: includere persone ed escluderne altre (lo insegna bene, del resto, qualsiasi retorica nazionalista).

In “Gotico rurale” troviamo narrate, come attorno ad un fuoco in una “veglia” invernale, molte leggende del folklore, ma anche molte storie di vecchi delitti sepolti, ma mai dimenticati, che a volte trovano una punizione sovrannaturale. Oppure storie di bambini in cui il vero orrore è la normale cattiveria degli adulti e ancora di più la spietata crudeltà dei bambini stessi verso altri bambini, perché sfigati o grassi o brutti.

Baldini non è solo un profondo conoscitore, oltre che appassionato divulgatore delle tradizioni e dei miti di riti di tutta Italia. Conosce ed esplora anche questo doppio volto delle comunità rurali, dove convivono bellezza e squallore, vita semplice e atroce miseria, tradizioni, religione e superstizioni. E ancora un senso di nostalgia, ma anche di paura del passato.

A fare paura nelle storie di Baldini qui raccolte (e in molti altri suoi scritti) ci sono gli spettri, le streghe, la borda e molte altre creature sovrannaturali del folklore. Ma un terrore altrettanto sottile si prova conoscendo le persone qualunque, il male che cova tra le viscere delle comunità, tra la “brava gente” di cui fino all’ultima riga di oggi storia non sai se ti potrai fidare.

Comunità impregnate di segreti oscuri, nelle quali quasi sempre il foresto, l’estraneo, è nelle migliore delle ipotesi un emarginato, nella peggiore una vittima sacrificale.

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