Le emozioni struggenti di esseri umani in fuga

“Capolavoro”. “Magnifico”. “Straordinario”. “Una sberla emotiva”. L’edizione italiana del nuovo romanzo di Mohsin Hamid, “Exit West” (Einaudi) trabocca di recensioni entusiaste, sparpagliate tra la quarta di copertina e i risvolti. Al punto che fatico a scriverne con altrettanta enfasi.

Capolavoro? Magnifico? Straordinario? Sono banalità. Ho letto questo breve e strano romanzo in una manciata di giorni, seguendo una recensione su Internazionale. Romanzo “strano” perché riesce a inserire con la più sfacciata naturalezza un elemento visionario in una trama assolutamente realistica, che ruota quasi interamente attorno alle vicende di Nadia e Saeed, in fuga da una città in guerra.

Centocinquanta pagine in tutto. Una scrittura ridotta all’osso, in cui tutto avviene alla velocità della luce. Salvo divagare brevemente, ogni tanto, per ragguagliare il lettore su vicende, apparentemente insignificanti, che avvengono in parallelo alla storia principale.

“Capolavoro, magnifico, straordinario” e altre banalità a parte, l’ho trovato un romanzo potente. Non tanto perché affronta il tema attualissimo dei rifugiati (che capirai), ma per le emozioni che sa scatenare. Merito dei due protagonisti, innanzitutto: se c’è un’energia che muove questa piccola storia è l’energia che tiene uniti e allontana Nadia e Saeed. 

E’ un romanzo emotivamente forte soprattutto per la capacità di evocare emozioni struggenti, come il distacco dai propri cari e dai propri luoghi, la nostalgia, i rimpianti, la sensazione dolorosa di stare perdendo qualcosa per sempre.

Se riuscissimo a fare della lettura un’esperienza di vita, ossia a comprendere che le emozioni che ci scuotono leggendo solo i sintomi dell’appartenenza alla specie umana, allora questo piccolo libro potrebbe fare molto per aiutarci a capire qualcosa sull’umanità in viaggio. Qualcosa di talmente semplice e quotidiano, che non trova spazio nemmeno nei migliori reportage giornalistici.

2 pensieri riguardo “Le emozioni struggenti di esseri umani in fuga

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    1. Penso che l’abuso di iperboli sia dannosissimo: alza il livello di aspettativa al punto che il primo impatto, per me, è stato sentirmi deluso. Ma è un bel romanzo, che si legge con passione e che ha toccato alcune corde dell’animo.

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