A volte penso che avremmo bisogno di guardarci da fuori: sembreremmo dei completi idioti.
Ad esempio, da mesi stiamo litigando attorno al tema dei vaccini, con i tipici toni da stadio che contraddistinguono qualsiasi dibattito pubblico in Italia, grazie al progressivo scadimento della qualità dell’informazione e del livello culturale del paese, che si alimentano a vicenda.
Inutile dire che si può essere contro il decreto Lorenzin, pur essendo a favore dei vaccini. Inutile, in un contesto informativo in cui tutto si riduce a guerriglia tra i “Pro vax” e i “No Vax”.
Ho provato a capire le dimensioni del problema, finendo per chiedermi perché tanta isteria. I morti per morbillo quest’anno in Italia sono attualmente quattro (uno proprio ieri). Anche i morti a causa dei vaccini si contano sulle dita di una mano.
Quindi, non siamo di fronte né ad un’epidemia, né ad una strage di bambini vaccinati. Avere una posizione critica sulla questione è giusto, ma non c’è ragione di sbroccare.
Semmai, mi chiedo perché non sbrocchiamo di fronte ad un altro dato: i morti a causa dell’inquinamento sono ogni anno almeno 80.000. Decisamente molti di più di quelle che ci sembrano emergenze. Molti più dei morti per terrorismo o per catastrofi naturali.
Qui le dimensioni sono davvero quelle dell’epidemia. Eppure, niente polemiche, niente battaglie legali, niente manifestazioni in piazza, niente dibattiti sui social network, per chiedere più controlli sulle industrie, centri storici chiusi al traffico, più trasporto pubblico e meno auto.
Accontentiamoci: ci stiamo avvelenando quotidianamente, ma in modo assolutamente concorde e spensierato.
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