Scrivo. Cancello. Riscrivo. Cancello. Così da qualche giorno, in cerca del bandolo della matassa. Volevo scrivere qualcosa su mia nonna Iride, che è morta alle prime luci dell'alba, il 24 aprile, quanto meno per l'esigenza di un angolo in cui ricordarla, che non sia la secca nota anagrafica appiccicata su una lapide o quel luogo immateriale... Continua a leggere →
La società della vendetta
Fermi tutti, c'è un nuovo bersaglio a cui indirizzare il nostro rancore, questa settimana: è la sessantenne friulana, che i titoli di giornale hanno già soprannominato "baby pensionata record". La sua colpa? Ha iniziato a lavorare a 14 anni, dopo 15 anni s'è stufata e a 29 anni è andata in pensione. Come sottolineano i... Continua a leggere →
La mia protesi di autostima
Circa un anno fa, in questi giorni, spedivo una bozza di quello che sarebbe diventato "Le mille verità" a Sandro Marchioro - editor di Apogeo, collega, amico, finissimo scribacchino, fonte d'ispirazione, non so come descriverlo - chiedendogli un parere spassionato e aspettandomi un bagno di sangue. Seguì una e-mail di Sandro, con varie critiche, ma... Continua a leggere →
Le donne nelle stanze dei bottoni
Quante sono le donne in parlamento? In concomitanza con l'8 marzo, per qualche decina di ore si accende l'attenzione verso il tema della presenza femminile nelle stanze dei bottoni. Attenzione destinata, comunque, a scemare per far posto al turismo pasquale, alle allergie o ad altre tematiche stagionali. Lo scandalo di questi giorni è il solito:... Continua a leggere →
Sapete come va a finire? (Attenzione spoiler)
Che fine farà un paese che respinge gli immigrati, che discrimina i più deboli, che promuove l'indifferenza e la cattiveria a valori sociali? Ve lo anticipo con la massima schiettezza: male. Malissimo. Sto leggendo la riedizione di "Autunno tedesco" di Stig Dagerman, edita da Iperborea. Una raccolta dei reportage dello scrittore e giornalista svedese nella... Continua a leggere →
Il groviglio da sbrogliare della propria identità
I romanzi che solitamente mi conquistano sono quelli che partono con un preambolo piuttosto ridotto e vanno presto al dunque. Ho iniziato a sfogliare le prime pagine di "E venni al mondo", romanzo di Barbara Buoso - interrompendo, tra l'altro, la lettura di un altro libro - sperando di non avere tra le mani una di... Continua a leggere →
Come si viveva, prima?
Non sono di quelli che rimpiangono mitici tempi d'oro in cui tutto era più sano, tutto era genuino, tutto era puro, eppure l'aspettativa di vita era di 50 anni e la mortalità infantile alle stelle. Mi rendo conto che chiedersi come si viveva senza smartphone è come chiedersi come si viveva senza il motore a... Continua a leggere →
Che noia, le notizie vere!
Mi fregherebbe assai poco, sul piano politico, della caciara attorno alle minacce di Fratelli d'Italia contro il direttore del museo egizio di Torino. Giorgia Meloni e i suoi supporter sono ovviamente liberi di dire quello che vogliono. Certo, minacciare di licenziamento un direttore - non per valutazioni di merito, ma solo perché ti sta sulle... Continua a leggere →
Tredici Groucho, quattrocento pagine di follia
Lo prendo o non lo prendo? Ho tentennato un po', prima di cedere al demone dello shopping compulsivo ed entrare in possesso del misterioso "Grouchomicon", il cofanetto con 13 albi dedicati a Groucho, lo strampalato assistente di Dylan Dog. Gli albetti dedicati a Groucho non sono una novità. Anni fa ne furono pubblicati diversi come... Continua a leggere →
Le mille recensioni
Delle recensioni uscite qui e là ho già scritto. In parallelo, ho collezionato un po' di recensioni da parte di amici e colleghi, che hanno sprecato qualche minuto del loro tempo per dirmi cosa ne pensavano del libro. Questo mi ha riempito di gioia e gratitudine ben più dei dati di vendita (che comunque sono... Continua a leggere →