Chi sono

Francesco Casoni, classe 1980, rodigino prima per accidente del destino e poi per ostinazione.
Giornalista pubblicista, disegnatore, conduttore radiofonico, musicista, scrittore, progettista, formatore, informatico, cuoco, papà, dilettante in molti altri campi.

Più o meno è andata così

Tra le medie e i primi anni delle scuole superiori, ho cantato in un paio di cori. Lì mi è venuta voglia di capire la musica che cantavo. Ho preso lezioni di teoria e solfeggio (ho sostenuto l’esame da privatista qualche anno dopo). Dato che, durante le lezioni, usavamo il pianoforte, mi è venuta la curiosità di imparare anche quello. Mi sono impegnato – a dire il vero – il minimo indispensabile.

A 18 anni mi sono comprato una tastiera e un amplificatore (quest’ultimo con i soldi guadagnati lavorando in frutteto). Un paio di anni dopo, ho iniziato a suonare in un paio di gruppi, tra cui gli Arachide Jumbo, con cui ho strimpellato per quasi vent’anni.

Nel 2002, assieme ad un amico musicista, è nata l’idea di organizzare un concerto per Emergency. Abbiamo incontrato i volontari del gruppo di Rovigo. Il concerto non è mai stato fatto, ma io sono rimasto nel gruppo come volontario.

In questo periodo, ho conosciuto il Centro servizi volontariato di Rovigo. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, nel 2006, ho presentato il curriculum lì e, pochi mesi dopo, ho iniziato la prima collaborazione. Nel 2008 sono diventato membro dello staff in pianta stabile.

Nel frattempo, ho scritto per La Voce di Rovigo, per vari periodici locali e, infine, per il Corriere del Veneto, l’esperienza da cui ho imparato di più. Quella in cui mi sono divertito di più, invece, è stata quella con la rivista Carta, purtroppo chiusa intorno al 2012.

Nel 2004 un amico mi ha chiesto di fargli alcune vignette per la testata on line di cui era responsabile (ho questo hobby di scarabocchiare, più o meno dalle elementari). L’anno dopo, mi è venuta voglia di raccoglierle in un libro. Cercando qualcuno che mi aiutasse, ho conosciuto Andrea Barion (Svarion), con cui abbiamo dato alle stampe “Scarafaggi” e, in seguito, una certa quantità di storie, vignette e illustrazioni.

Durante una presentazione di “Scarafaggi”, conosco una delle menti della rivista REM, con cui nasce un’amichevole collaborazione (gratis et amore dei, ma appassionata). Oltre a dare una mano nel sistemare il blog, scrivo svariati articoli per la rivista e contribuisco con diverse storielle (“Polleggiao”) e vignette.

Quando, nel 2007, finisco di scrivere una storia lunga e surreale, grazie ad un periodo di ferie da smaltire, chiedo un parere a Sandro Marchioro, direttore di REM ed editor di Apogeo, che la passa all’editore, Paolo Spinello. Apogeo ci crede (ossia, ci caccia i soldi) e la storia diventa un libro, “Le mille verità”, pubblicato nel 2007 da Apogeo Editore.

Nel 2020 ho lasciato il Csv, dopo 14 anni di onorata carriera, per entrare nel team di Zico, un progetto di coworking, formazione, incubatore d’impresa e molto altro, ma essenzialmente un posto pieno di gente con molte idee, molta voglia di fare, molto ingegno nel capire come farle.

Alla fine, insomma, tutto è legato da una sorta di filo. Viene da dire che, se i miei genitori non mi avessero spinto a cantare in un coro, non avrei trovato il mio lavoro ideale. E probabilmente non avrei nemmeno pubblicato un libro.

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