Quando ho bisogno di sbrogliare matasse di pensieri ingarbugliate salgo sulla bici e da Rovigo pedalo fino al Po.
Carta e penna
Da circa trent'anni sono un affezionato utilizzatore di questi due strumenti analogici per la scrittura: una biro e un quaderno. Certo, ne esiste una versione digitale molto pratica, che naturalmente utilizzo in parallelo per mille cose, non solo di lavoro in senso stretto, ma questa ha un pregio: scrivere a mano è più lento e,... Continua a leggere →
Possenti e disciplinatissimi: King Crimson a Verona
Tre batterie. Due chitarre, di cui una trasformata in strumento sui generis dal geniale Robert Fripp. Un basso, più un violoncello, più uno stick. Un fiatista che passa dal flauto a vari tipi di sax. Svariate tastiere. Ma ribadiamolo: tre batterie. Solo ai King Crimson riesce di prendere ingredienti sufficienti per generare il caos sonoro... Continua a leggere →
Quello lì di cui nemmeno scrivo il nome
Parliamo di esposizione mediatica: ogni volta che apro un giornale, guardo le news su un quotidiano on line, cazzeggio sui social network, mi capita davanti quello lì, di cui ormai mi rifiuto di scrivere il nome. Cerco rifugio nella pagina della cultura del mio quotidiano preferito, saltando a piè pari le nauseabonde pagine politiche. E... Continua a leggere →
Noi quelli lì non li vogliamo
No, non serve assolutamente a niente contrapporre al delirio anti immigrati i dati di fatto, i numeri, la logica e il buon senso. E' uno spreco di tempo. Non serve a niente spiegare per la miliardesima volta al cretino che abbaia contro i mitologici trentacinque euro agli immigrati e allo Stato che spende i soldi... Continua a leggere →
Hackett, qui ed ora
Chi mi conosce da tempo, conosce bene anche una delle mie forme di auto-emarginazione dalla buona società: i miei gusti musicali. A 15-16 anni - quando i tuoi gusti musicali ti danno anche accesso a determinate cerchie sociali - io già adoravo i Genesis, che sarebbero rimasti probabilmente il mio gruppo preferito fino ad oggi.... Continua a leggere →
A proposito di karma
Credo sia capitato a tutti di sentire parlare di karma, nella versione più à la page, secondo cui il male che le persone fanno verrà loro restituito dalle leghi che regolano il cosmo. Premesso che il concetto di karma c'entra poco o nulla con questa versione molto popolare, mi sembra che sia in genere una... Continua a leggere →
Le donne nelle stanze dei bottoni
Quante sono le donne in parlamento? In concomitanza con l'8 marzo, per qualche decina di ore si accende l'attenzione verso il tema della presenza femminile nelle stanze dei bottoni. Attenzione destinata, comunque, a scemare per far posto al turismo pasquale, alle allergie o ad altre tematiche stagionali. Lo scandalo di questi giorni è il solito:... Continua a leggere →
“Salutavo la morosa in tribuna”
La bandiera neonazista esposta in una caserma dei carabinieri? "E' stata una leggerezza, non sapevo che fosse un simbolo dei neonazisti". Il saluto romano sul campo da calcio a Marzabotto? "Stavo solo salutando mio padre". Non lo sapevo. Scusate. E' stato tutto un equivoco. Il copione è sempre quello. Prendiamo il caso della bandiera del... Continua a leggere →
Il risentimento delle “brave persone” contro gli immigrati
Qualche settimana fa un amico mi ha mandato un video via Whatsapp. L'ho aperto stamattina, giusto per decidere se cancellarlo. Era una gag, comica negli intenti, in cui un marocchino invitava gli amici a venire in Italia, inanellando la solita accozzaglia di luoghi comuni razzisti sul nostro paese che accoglie cani e porci, a scapito... Continua a leggere →