Dopo la strepitosa “Gea”, nel 2008 Luca Enoch torna in edicola con una nuova serie per Sergio Bonelli Editore. “Lilith” ha come protagonista una viaggiatrice nel tempo, proveniente da un futuro in cui un parassita di nome Triacanto ha ricoperto il pianeta di foreste e costretto i superstiti a vivere sottoterra. La sua missione è trovare i “portatori” del parassita nel corso della storia, estrarre lo “spiromorfo” (il parassita) e cambiare il corso della storia.
Semplice, no? Affatto. Innanzitutto perché per estrarre il parassita, Lilith dovrà uccidere il portatore (e per la verità un sacco di altra gente). Perciò è stata addestrata, fin da bambina, per diventare una guerriera spietata e crudele. Oltre che per compiere una missione da cui è chiaro che non tornerà più.
E poi si capisce presto che le cose non sono esattamente come sembrano. Che la questione è più complessa, che i “cardi” contro cui si batte nel corso degli episodi sono portatori di un’altra verità (o di un altro punto di vista sui fatti). E che la comparsa del parassita noto come Triacanto ha a che fare con la salvezza delle anime degli uomini, bloccate in un limbo senza più la possibilità di reincarnarsi in nuove creature. Più o meno così.
Insomma, chi sono i buoni, chi sono i cattivi? Gli emissari del Triacanto che vogliono annientare la razza umana o gli umani che non hanno esitato a trasformare una bambina in un mostro per combattere il nemico?
A prescindere da questo interrogativo, l’umanità non fa una bellissima figura, mano a mano che Lilith si sposta di epoca in epoca, assistendo puntualmente al lato peggiore degli esseri umani: pronti a massacrare e massacrarsi come nella Guerra di Troia (nel primo numero), nella Guerra Civile americana, come nel Giappone medievale o nella campagna di Napoleone in Egitto, nel massacro di Nanchino come nel Congo sotto la crudele tirannia belga.
Non è finita qui: le azioni di Lilith – che non usa certo tatto e delicatezza per raggiungere i propri scopi – finiscono presto per alterare per sempre la Storia del mondo, prima con minuscoli cambiamenti, poi con un vero e proprio stravolgimento. Nel mondo ridisegnato da Lilith i normanni sono scesi a Sud fino a incontrare i popoli precolombiani, dotandoli di armi e cavalli (come nel romanzo “Civilizzazioni” di Lauren Binet, uscito però molti anni dopo). La prima guerra mondiale, che appare nei primissimi numeri della serie, viene poi cancellata dalla linea temporale in cui vive Lilith, dove una guerra mondiale arriverà comunque alcuni anni dopo e sarà vinta dai tedeschi con il lancio di una bomba atomica giapponese su Londra. Proprio il Giappone sarà il fulcro della maggior parte degli sconvolgimenti, diventando protagonista della conquista di parte del continente americano negli ultimi numeri della serie.
Lilith è un personaggio ben diverso da Gea: molto più cupa, violenta e malinconica, scopre però l’amore nel suo cammino di morte e violenza. E questo finirà per indicarle la strada e la scelta giusta da compiere alla fine, contro tutte le aspettative.
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