Con l’arrivo di Luca Enoch alla Sergio Bonelli Editore nel 1999 inizia la prima serie della casa editrice ad essere ideata, scritta e disegnata dallo stesso autore. “Gea” è speciale non solo per questo motivo, ma anche per le tematiche e lo stile, decisamente nuovi nel panorama bonelliano.
Enoch arriva alla Bonelli dopo essersi fatto notare per la serie “Sprayliz”. Con “Gea” dà vita ad una miniserie di 18 albi, autoconclusivi, ma legati da una trama che diventerà via via sempre più serrata fino al finale. Protagonista una ragazzina, che alterna la sua quotidianità da adolescente rockettara con un’identità segreta di “baluardo”, superumano incaricato di respingere creature provenienti da altre dimensioni.
Si parte con un tono abbastanza leggero, le avventure quotidiane (anzi notturne) di una ragazzina che in ogni albo, aiutata dai suoi tre folletti e dal gatto Cagliostro, deve affrontare nuove minacce. Qui più che mai non mancano momenti di vera e propria comicità, anche perché la protagonista è piuttosto imbranata e incasinata.
Via via che i numeri si succedono, però, la vicenda si fa più complessa: tra gli “intrusi” iniziano ad arrivare avversari molto tosti, “demoni” sotto la guida della malvagia Diva e della Triade, che hanno come obiettivo la conquista del pianeta, da cui erano stati scacciati in tempi antidiluviani. Le prime scaramucce diventano una guerra planetaria, anzi una vera e propria Apocalisse, che lascia – nel finale – un pianeta profondamente diverso.
Con l’incedere della storia il tono si fa più epico, ma anche più cupo, la stessa protagonista si fa più dura, e allo stesso tempo sfumano i confini tra i “buoni” e i “cattivi”. “Gea” è allo stesso tempo una storia di formazione, con la protagonista che da ragazzina incasinata si trova a crescere e ad affrontare mille cambiamenti, gli innamoramenti, il sesso.
Non è finita qua: “Gea” è anche una serie ricchissima di citazioni, soprattutto da mitologia, epica ed esoterismo, ma anche dalla narrativa e perfino dalla musica rock. Ed è allo stesso tempo una serie capace di mettere in scena una complessità di temi, dal razzismo all’omosessualità e non solo: il fidanzatino della protagonista è paraplegico, in sedia a rotelle, cosa che non gli impedisce di vivere con lei svariate avventure (anche erotiche), allo stesso tempo trattando l’argomento con leggerezza ed ironia.
Enoch è molto bravo proprio nell’alternare scene dai toni epici e drammatici ad altre capaci di fare addirittura ridere. E questa natura eclettica si esprime bene anche nei disegni, allegri e dinamici come una commedia, ma allo stesso tempo spettacolari come illustrazioni fantasy (e anche in questo caso con una varietà di citazioni che spazia dall’arte alla cultura pop).
“Gea” è una serie densa come poche, che va letta e riletta e ancora riletta. Per fortuna dopo l’edizione da edicola ne sono uscite almeno due ristampe, una in libroni giganteschi con Panini e l’altra in libretti da edicola di nuovo per Bonelli editore.
Lascia un commento