Per tutti noi, credo, Primo Levi è stato il testimone italiano per eccellenza dell’Olocausto perpetrato dai nazisti e dai fascisti in Europa. In particolare, Levi ci ha fatto conoscere la sorte atroce degli ebrei massacrati nei campi di sterminio e quella dolorosa di chi è riuscito a sopravvivere.
Ma negli anni della Seconda guerra mondiale ci furono anche molti ebrei combattenti tra i partigiani che in tutta Europa si opposero con le armi ai nazisti e ai loro alleati locali.
“Se non ora, quando?” ha loro come protagonisti: una moltitudine di personaggi, narrata attraverso lo sguardo di Mendel, orologiaio di paese che attraversa l’Europa, attraverso remote foreste e paludi, fino alle città tedesche devastate dalle bombe americane e inglesi e giù fino a Milano.
È una storia di fantasia, ispirata tuttavia a vicende realmente accadute e raccontate all’autore stesso, come spiega nella postfazione.
La variegata compagine di russi e polacchi, uomini e donne, quasi tutti ebrei, si aggrega e si sfrangia, perde alcuni compagni per strada e altri li acquista lungo il cammino. Affronta dure battaglie, incassa vittorie, subisce sconfitte, si vendica degli aguzzini. Compie azioni eroiche e rocambolesche ai danni dei nemici. Ma soprattutto forma amicizie e amori: arriveranno a destinazione con un bambino pronto a nascere.
Il loro destino è raggiungere la Palestina e farne la propria patria, una volta scacciati gli inglesi. Il lettore di oggi sa a quale costo nascerà quella patria. Il libro, del resto, ce lo suggerisce: la pace non si conquista con la violenza. Ma in una guerra la violenza è un destino.
Il libro si conclude a Milano con una pagina di giornale che annuncia il primo bombardamento atomico della Storia. Nello stesso momento nasce un bambino.
In qualche modo la Storia umana va avanti così, con i suoi orrori smisurati e i suoi piccoli eventi carichi di una felicità altrettanto smisurata, in cui riesce a brillare ancora la speranza.
Il sangue non si paga col sangue. Il sangue si paga con la giustizia. (…) Se i tedeschi hanno ucciso col gas, dovremmo uccidere col gas tutti i tedeschi? Se i tedeschi uccidevano dieci per uno, e noi faremo come loro, diventeremo come loro, e non ci sarà pace mai più.
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