Il coro di voci bianche del conservatorio “Venezze” festeggia un anno

Il 26 febbraio il coro di voci bianche del conservatorio “Venezze” di Rovigo ha tagliato il traguardo di un anno di vita. Anche se a noi sembra che questo coro, diretto dal maestro Francesco Grigolo, esista da anni.

Era proprio il 26 febbraio – ho controllato di recente, preparando una presentazione per il concerto di Montorso Vicentino – quando il gruppo iniziale di coristi si trovava per la prima prova. Da allora la formazione rodigina ha collezionato ben otto esibizioni dal vivo tra la provincia di Rovigo e altre località del Veneto, ottenendo riconoscimenti e apprezzamento per la crescita costante e la complessità del repertorio.

L’esordio del coro di voci bianche del “Venezze”, del resto, è avvenuto in fretta: già agli inizi di maggio scorso, dopo poco più di tre mesi, i piccoli coristi erano già pronti per esibirsi alla tappa polesana della rassegna corale “CoroLand” a Villadose, per poi ripetere pochi giorni dopo a Legnago, nell’evento regionale al teatro Salieri. A giugno, poi, l’ensemble si è fatto notare sul palco istituzionale della Festa della Repubblica a Rovigo e infine in un concerto nel tempio della Rotonda.

Dopo un’esibizione a settembre nella chiesa di Giacciano con Baruchella, assieme al concerto per organo del Maestro Ruggero Livieri, l’autunno li ha visti tornare fuori provincia con un applaudito concerto a Chiampo, nel vicentino, assieme al coro “El Vajo”, per poi tornare a Rovigo per un concerto natalizio. L’ultima data di questa piccola tournée è stata a inizio febbraio a Montorso Vicentino con il coro polifonico San Biagio e l’organo di Mattia Sciortino, con i quali hanno anche intonato “Jesus Bleibet” di Bach e “Maria Casta Dimora” di Terenzio Zardini.

Il loro repertorio, che supera ormai la quindicina di brani, è piuttosto vario, con partiture ad una voce e altre a più voci, brani dal carattere giocoso come “L’Ago di Garda” di Tobia Tuveri” e “Il serpente bidone” di Ilaria Cavalca, altri più lievi e poetici come “Lullaby (Occhi grandi)” di Andrea Basevi o “Angel Fly (Angelus Domini)” di Manolo da Rold.

Sotto la guida di Francesco Grigolo, ha adattato per la prima volta in una versione a due voci l’intenso “Sarò con te” di Giorgio Susana e offerto una personale interpretazione di “Terra” di Maurizio Santoiemma. Tra le ultime novità entrate in repertorio, “La voce è una forza” di Enrico Miaroma, “Le voci” di Giampiero Castagna e la complessa “Come to the music” di Joseph Matthew Martin, in cui il coro è sostenuto dalle percussioni di Francesco Scavazza e Andrea Benetti. L’accompagnamento al piano è affidato ormai stabilmente al maestro Roberto De Nittis. Diversi i riconoscimenti arrivati in questi 12 mesi di attività, molti dei quali dagli stessi compositori per la qualità delle esecuzioni.

La formazione che si è esibita a Montorso era composta da Amila Artuso, Liam Artuso, Marco Boldrin, Sofia Breviliero, Vittoria Breviliero, Emma Casoni (sì, mia figlia), Arianna Dal Maso, Amelia Franceschetti, Marta Franceschetti, Amanda Giuriolo, Caterina Mampreso, Umberto Massaro, Anna Mattozzo, Alia Paltanin, Emma Peretto Cuccu, Alessando Siligardi, Agnese Spolaore e Francesco Zanirato.

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