Nelle precedenti puntate ho raccontato due miniserie di Gianfranco Manfredi (“Volto Nascosto” e Shanghai Devil”), autore eclettico, scomparso troppo presto a inizio 2025 (di lui ho scritto qui).
Magico Vento è stata senza dubbio la serie che lo ha consacrato come autore di fumetti, dopo una carriera prima come cantautore, poi come romanziere. Una serie lunga, uscita a partire dalla metà degli anni Novanta per Sergio Bonelli Editore, e conclusa – dopo un faticoso cambio di formato e cadenza – al numero 130. A cui sono seguiti un albo speciale con tre storie insieme e, anni dopo, due miniserie.
Protagonista della saga è Ned Ellis, soldato americano ferito nell’esplosione di un treno militare, “risorto” come sciamano Lakota con il nome di Magico Vento.
All’uscita lo definiscono un western horror, ma è semplicemente un nuovo spazio per Manfredi in cui dispiegare due delle sue materie preferite: la narrativa gotica e la Storia dell’Ottocento.
Ben presto le singole storie iniziano a diventare sempre più esplicitamente capitoli di una vera e propria saga in continua evoluzione, scandita da eventi storici come i tentativi di conquista delle Black Hills, esplosi nella guerra con Toro Seduto e Cavallo Pazzo e nella morte di Custer nella battaglia di Little Big Horn, vicende al centro di una serie di storie concatenate, intorno al numero 100.
Il lato più visionario della serie, oltre alle vere e proprie visioni dello sciamano Lakota, dà ampio spazio alla mitologia dei nativi americani. Ma anche agli orrori cosmici di Lovecraft, che si intrecciano a miti di civiltà precolombiane: è il filone degli Antichi, che di fatto si protrae fino all’ultimo numero della serie regolare, intrecciandosi allo scontro con il nemico più importante della saga, lo spietato affarista Howard Hogan.
Manfredi ha scritto praticamente tutti i numeri della serie, con rarissime eccezioni (avrà avuto bisogno di andare in ferie pure lui), mantenendo praticamente sempre un alto livello di qualità, a tratti altissimo.
Tra i motivi per rileggerla, una squadra di disegnatori eccezionali, alcuni dei quali amatissimi come Pasquale Frisenda (per un periodo anche copertinista), Goran Parlov, Corrado Mastantuono (anche lui passato alle copertine), José Ortiz, Ivo Milazzo, gli imprescindibili Barbati & Ramella.
Lascia un commento