Dopo avere scritto per oltre un decennio la meravigliosa serie Magico Vento, Gianfranco Manfredi ci ha deliziato con un paio di eccezionali miniserie (di cui presto scriverò), per poi tornare a cimentarsi con una serie lunga, Adam Wild, a fine 2014.
Ambientata tanto per cambiare nell’Ottocento, questa serie avventurosa si sposta però nel continente africano, viaggiando tra popoli e scenari di Tanzania, Kenya, Congo, Sudan, Sudafrica e altre aree del continente dalla fascia equatoriale in giù.
Il protagonista è molto diverso da Magico Vento: lo sciamano bianco dei sioux era visionario, tormentato, spesso fragile, mentre l’esploratore scozzese che dà il nome alla serie è un tipo assai deciso, tendenzialmente spaccone, per nulla restio a menare le mani e farsi giustizia da sé.
Magico Vento era affiancato da Poe, giornalista critico, scettico, ironico, il suo contrappeso razionale; Adam Wild ha come spalla il conte Narciso Molfetta, non certo un guerriero, ma neppure un’anima quieta e remissiva, indubbiamente simpatico e animato da ideali.
Adam Wild non è solo un esploratore. Ha una missione: combattere gli schiavisti e gli sfruttatori. Lo fa senza pietà e con tutta la potenza di fuoco disponibile, ma sempre con il sorriso sulle labbra. Gli episodi della serie spaziano da quelli più di avventura esotica ad altri più visionari, capaci di sconfinare nel sovrannaturale o nel fantastico. Dai luoghi reali – che comprendono un trittico di avventure ambientate nella Londra vittoriana – si viaggia fino a luoghi leggendari come la città di Odwina e addirittura… nel tempo.
La serie di Manfredi è stata il banco di prova di un buon numero di illustratori superlativi, oltre che la conferma di talenti già ammirati ad esempio su Magico Vento (come Alessandro Nespolino, autore del primo numero, o Darko Perovic, che disegna anche le copertine). Tra le prove davvero strabilianti, vale la pena ricordare almeno quelle di Vladimir Krstić, in arte Laci, Stevan Subic e Antonio Lucchi (poi rivisto nei due sfavillanti albi della mini saga de L’inquisitore. Ma merita una menzione anche la prova visionaria di Paolo Raffaelli ne “L”incubo della giraffa”.
Adam Wild purtroppo non avrà la stessa lunga vita di Magico Vento: durerà un annetto e mezzo fino a concludersi nel 2016. I tempi sono cambiati per il mondo del fumetto avventuroso da edicola. Peccato, perché Adam Wild non è solo una classica serie avventurosa nello stile di un romanzo d’appendice, ma un affresco storico capace di aiutarci a leggere anche il mondo di oggi.
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