Questa settimana si torna dalle ferie e stai cercando disperatamente scuse per non andare al lavoro? Conosco la sensazione, così – se non ti fossero bastate le “Venti originalissime scuse per non andare al lavoro” pubblicate qui – mi è sembrato utile compilare un nuovo catalogo, perfetto per scampare al ritorno alla normalità.
- Durante il veglione di Capodanno in famiglia abbiamo smarrito la nonna e la stiamo ancora cercando;
- Nella calza della Befana ho trovato un piede;
- Partecipo al casting per interpretare il nuovo Agente 007. Se mi prenderanno, sarà una grande occasione di visibilità anche per l’azienda, no?
- Sto insegnando al mio gatto a farsi da mangiare da solo;
- Non mi sono ancora ripreso dal party del 79° compleanno di Patti Smith (mentre lei è un fiore, incredibile);
- Le verdure del mio frigo hanno misteriosamente preso vita la notte di Capodanno e ora sono barricato in camera da letto, mentre un esercito di zucchine cerca di sfondare la porta;
- Mi sono fatto lanciare in orbita per vincere una scommessa con un dannato terrapiattista (saluti dalla stazione spaziale internazionale). Torno sulla Terra appena mi mandano una navetta, credo tra un paio di mesi;
- Le previsioni meteo danno la mia voglia di fare molto sotto lo zero;
- Non abbiamo ancora finito la partita di Monopoli del veglione di San Silvestro;
- Sbagliando a puntare il navigatore per andare in gita con la famiglia a Verona, sono finito nell’omonima cittadina del New Jersey, negli USA (mi era sembrata un po’ lunga, in effetti);
- Un gruppo di squatter virtuali ha occupato la casa di mia figlia in Animal Crossing;
- Ho fatto un fioretto: non tornerò al lavoro finché non saranno completate tutte le opere programmate per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina;
- L’altro giorno, cazzeggiando su Facebook, sono incappato in una infervorata diatriba su quanto sia scaduto il livello dei disegnatori nel fumetto italiano e, mentre leggevo il sempre più ricco e articolato dibattito social, mi sono ricordato di quanti luoghi al mondo non ho mai visitato, di quanti libri attendono di essere letti, quanti piatti non ho mai cucinato, quanti amici ho voglia di vedere anche solo per un caffè e ho capito quanto sto sprecando la mia vita in cose inutili. Addio;
- Mi ha molto ferito che voi colleghi non abbiate apprezzato la mia trovata di venire alla cena aziendale vestito da krampus;
- Il mio vicino di casa (un tipo strano) s’è comprato un cannone sparaneve, ha ricoperto il vialetto con un metro e mezzo di candido manto e adesso siamo tutti bloccati in casa finché non si scioglie (prevedibilmente in primavera);
- Mi hanno proposto di interpretare l’anziano Aldo nel film “Le mille verità”, tratto dall’omonimo romanzo di non-ricordo-chi. Per entrare nella parte, mi sono chiuso dentro l’ascensore con un sacco dell’umido ormai putrefatto. Non ne uscirò finché non raggiungerò la visione;
- I miei genitori mi hanno svelato che Babbo Natale in realtà è il dio Odino che ha preso il nome di un santo barese e si è fatto vestire dalla Coca Cola. Ci sono rimasto molto male (e soprattutto non ci ho capito un cazzo);
- Ho bisogno di riprendermi ancora qualche giorno, avendo esaurito tutte le mie energie nel cercare idee per questo elenco di scuse per non andare al lavoro;
- Sssh! Sto giocando a nascondino!
- Il maggiordomo incaricato di svegliarmi con gentilezza tutte le mattine, preparare una colazione essenziale, ma nutriente, mentre sfoglio i quotidiani che mi ha appena portato freschi freschi dall’edicola, per poi predisporre una vasca da bagno calda e schiumosa mentre consumo il cappuccino, colui che mi fa trovare l’abbigliamento del giorno ben stirato sul letto appena rifatto (scegliendo gli abiti giusti dopo attenta consultazione della mia agenda professionale/personale, nonché dell’oroscopo), per poi portare davanti a casa l’automobile già scaldata e pronta a sgommare nel traffico, naturalmente dopo avere svegliato, nutrito, lavato, vestito e portato a scuola mia figlia (a cui ha anche fatto lo zaino con i libri del giorno, controllato i compiti e preparato la merenda), il mio inseparabile aiutante tuttofare, per farla breve, mi ha detto che sono una nullità e un gran cagacazzi, mi ha sfanculato e se n’è andato sbattendo la porta. Voi sapete come funziona la macchinetta del caffè?
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