“Inciampi”, un podcast sul coraggio di accettare gli errori (e perfino amarli)

Pensando a cosa dire giovedì – alla presentazione del podcast “Inciampi” che ho condotto per Radio Kappa Podcast – mi sono venuti in mente i tentativi di fare camminare i robot.

Ci sono in giro mille video tra l’esilarante e il patetico in cui i robot, nel tentativo di muoversi come umani, capitombolano nei midi più ridicoli e grotteschi. (Un giorno i robot forse si vendicheranno delle nostre risate).

Ho letto non ricordo dove che ora i robot stanno imparando a camminare grazie all’intelligenza artificiale, ossia alla capacità di imparare dall’esperienza. Il loro apprendimento passa attraverso situazioni in cui vengono spinti a cadere, a perdere l’equilibrio, a inciampare (appunto). Come fanno i bambini.

Insomma, inciampando si impara.

Del resto, diceva Ennio Flaiano, la vita è un cammino fatto di errori, che si susseguono uno dietro l’altro. Sbagliare è l’unico modo di vivere senza cadere. Finiti gli errori, finisce tutto.

Il podcast “Inciampi” parte proprio da questa idea, magari non troppo originale: l’arte di fallire è addirittura celebrata in un format celebre come le Fuckup Nights. E di recente Gianrico Carofiglio ha pubblicato un libro “Elogio dell’ignoranza e dell’errore”, che è chiaro fin dal titolo.

Quello che abbiamo pensato io, Sonia Carraro ed Elena Rossi, mentre progettavamo questo podcast, era che parlare degli inciampi di chi fa impresa fosse prima di tutto un modo per mostrare gli imprenditori e le imprenditrici nel loro lato più umano, meno noto.

Evitando come la peste trovate stucchevoli o da  show dei sentimenti, abbiamo semplicemente costruito una scaletta che ci aiutasse a fare emergere storie non retoriche, né istituzionali. Storie che parlassero non delle imprese o dei loro prodotti, ma degli esseri umani che le vivono.

Ed è stato bello vederlo emergere in molte forme, durante le registrazioni delle dieci puntate.

Ricordo bene una delle sessioni: l’amministratore delegato dell’azienda era arrivato in ritardo, di corsa, e altrettanto di corsa era fuggito. Avevo avuto il timore dispiaciuto che gli avessimo richiesto un ennesimo impegno, l’ennesima rottura di palle in un’agenda troppo fitta.

Giovedì sera, raccontando la sua esperienza, ha detto invece che durante la registrazione della puntata lo abbiamo fatto stare bene.

Questa cosa mi ha fatto felice. Mi ha fatto pensare che registrare “Inciampi” sia stato tante cose per i protagonisti che vi hanno preso parte, me incluso. Tra le tante cose, anche essere una pausa di benessere in una settimana di agende esplose e impegni da rincorrere. Lo è stato anche per me.

Ed è già un successo avere regalato ed essermi regalato uno spazio così prezioso.
Tra l’altro, divertendomi un sacco. Non capita spesso.

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