L’epopea della Repubblica di Bosgattia è ormai piuttosto nota almeno a livello locale: una “repubblica indipendente” fondata con un gruppo di amici dal linguista Luigi Salvini nel dopoguerra.
Una repubblica che durava il tempo di un’estate, su un’isola in mezzo al Po dalle parti di Papozze, governata da uno spirito allegro, ma colto, con una propria moneta, oltre che con proprie regole.
La libera indipendente periodica transitoria e analfabeta Tamisiana Repubblica di Bosgattia è rievocata da un grande murale sulla facciata di un edificio a Corbola, che appare anche sul retro di copertina di questo libro: “Una tenda in riva al Po”, raccolta di storie ambientate in quella mitica repubblica-campeggio.
Sono piccole, piccolissime storie. Storie di gente qualunque e di avventure quotidiane, in un microcosmo in cui spesso non accade nulla di particolare, eppure tutto è grandioso.
Sono raccontate dal fondatore della Tamisiana Repubblica di Bosgattia con tono leggero, ironico, ricco di umanità. E scritte bene da fare saltare il cuore in gola, con una invidiabile capacità di evocare immagini, dare vita alle cose, giocare con la scrittura, senza mai perdere la chiarezza e la scorrevolezza della lettura.
Leggete anche solo la storia “Sotto la pioggia”, con quella magistrale capacità di farti sentire lì, tra i pioppi e sul terreno sabbioso di Bosgattia, in una di quelle giornate di pioggia in cui il tempo è sospeso e la noia ha una sfumatura di malinconia e magia.
Saranno vere queste storie? Non ha molta importanza. Bosgattia è uno di quei luoghi che esistono tra realtà e immaginazione, verità storica e mito. Io ci avevo ambientato Polleggiao e la sua repubblica autonoma socialista e ovviamente non era un caso. Perché per me Bosgattia è prima di tutto un luogo mitologico, in cui potresti ambientare pure storie di pirati, avventure di bambini selvaggi e racconti di magie e incantesimi.
Bisognerebbe, anzi, fare un concorso letterario per immaginare collettivamente nuove storie di questa isola magica e libera.
Intanto vale la pena ringraziare chi, qualche anno fa, si è impegnato a fare ristampare da Giunti i racconti ormai introvabili di Luigi Salvini, a Eddi Boschetti del WWF che me ne ha parlato e alla bella biblioteca di Corbola che qualche anno fa me ne ha fatto dono in una piovosa serata di qualche anno fa.
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