Anche quest’anno la Fondazione Banca del Monte mi ha affidato il compito di presentare la raccolta dei 20 racconti premiati al concorso letterario “Sergio Garbato”, di cui sono felicemente parte della giuria.
O meglio, di far presentare i racconti agli autori, giovanissimi scrittori stimolati spesso dai loro docenti di scuola superiore. Venti talenti, premiati tra le decine che si sono messi in gioco in questa edizione del concorso (quest’anno erano 86).

Questo piccolo concorso letterario per le scuole mi sembra un’oasi felice. Quasi ribelle, nel mettere sotto i riflettori scrittrici e scrittori di 16, 17, 18 anni, con la purezza delle loro idee e del loro talento.
Che scrivono racconti non per boria o per vendere libri, ma per divertimento o per ricordare la loro nonna o per non rimanere indifferenti a ciò che succede nel mondo.
Mi sembra un’oasi felice, perché ci ritrovo la mia idea di cosa significhi “fare cultura”: osare, uscire dal salotto, andare a vedere dove iniziano strade nuove, mettersi in ascolto, lasciarsi incantare dai signori nessuno, farsi sorprendere, intenerire e perfino turbare.
Amare i vivi, anziché celebrare i morti.

Qui nelle foto i 12 intrepidi che hanno conversato con me attorno alle loro opere, regalandoci una miriade di storie, idee, punti di vista, elementi su cui riflettere. Sono Anna Pagliarulo, Emma Arcellaschi, Anna Carrirolo, Emma Sigolo, Giada Trombon, Giorgia Baldo, Elena Salvan, Cecilia Bertazzo, Emma Maria Pia Schillaci Pelà, Giulia Gallo, Giosuè Raule, Martina Zago.
