Ciao, mi chiamo Francesco Casoni e non sono capace di disegnare

Come si disegna un mostro? Partendo da ciò che sappiamo di un buon disegno e stravolgendolo in libertà. Togliendosi di dosso il patema di non saper disegnare bene e lasciandosi guidare dalle forme per liberare l’immaginazione. Questo, più o meno, il succo del mio laboratorio di disegno con i piccoli studenti di Zed))) a Rovigo. Un’esperienza tutta nuova (e divertentissima).

Cos’è esattamente Zed)))?

In via Stacche a Rovigo, in una casetta incastonata tra i due cimiteri, c’è Zed))), un centro megaculturale per bambini e ragazzi, gestito da una giovane cooperativa rodigina, dove si fanno un sacco di cose tra scuola e doposcuola.

Di Zed))) è già incantevole la sede, una casa di campagna quasi nel cuore della città, il cui muro posteriore confina con il suggestivo cimitero ebraico. Di fronte, oltre quella che una volta immagino fosse l’aia (con un pozzo ancora integro) c’è un ampio giardino in cui i bambini svolgono mille attività, non solo di ricreazione.

L’attività in cui sono stato coinvolto io, invece, richiedeva una classe come altre. Vuoi per il clima (era il 30 ottobre e pioveva), vuoi per il bisogno di una lavagna, pennarelli, carta e penna. Anche se, a dire la verità, ho fatto workshop ben più strani, in posti ben più strani (ad esempio in spiaggia, ma questa è un’altra storia).

Disegnare mostri con i bambini

Dopo avere fatto un laboratorio su come “Disegnare durante le riunioni“, mi era rimasto il desiderio di fare qualcosa di analogo con i bambini. Sono partito dall’abitudine di scarabocchiare con mia figlia, che nel 2021 era diventata un gioco per arredare la casa ad Halloween, visto che la festa si sarebbe svolta tra quattro mura.

Così quest’anno ho proposto agli amici di Zed))) – che già fanno laboratori di disegno a scuola e nel doposcuola – se volevamo ospitarmi per insegnare ai bambini come si disegna un mostro per Halloween. Assoldato subito!

Con la decina di piccoli artisti della scuolina di via Stacche ci siamo divertiti a capire una serie di cose:

  • Che tutto è fatto di forme e riconoscerle significa comprendere come le cose più complesse (non solo da disegnare) sono composte da elementi più semplici;
  • Che bastano pochi elementi per disegnare un viso capace di esprimere emozioni, come ci insegnano emoticon ed emoji, tanto poi il nostro fantastico cervello fa il resto;
  • Che questi stessi elementi seguono alcune leggi, che opportunamente stravolte ci consentono di creare cose grottesche, buffe, spaventose.

L’arte di disegnare male

“Ciao a tutti, mi chiamo Francesco Casoni e non sono capace di disegnare”. Mi sono presentato così ai piccoli studenti di via Stacche, perché tenevo a lasciare loro almeno un piccolo insegnamento: si può disegnare senza il patema di non essere abbastanza bravi per farlo.

Poi, ovviamente, disegnare bene è qualcosa che si può imparare a fare… facendolo, facendolo, facendolo per anni e anni. Ma non è questo il punto. Disegnare può servire a molte cose, anche se fatto “male”. Ad esempio a mettere su carta pensieri o ad esprimere emozioni.

In ogni caso, disegnare mostri è un buon punto di partenza per liberarsi dal bisogno di disegnare bene. Ed è anche uno spunto per interrogarci su cosa ci fa paura o ribrezzo e su perché lo fa.

Qui sotto una piccola galleria dei capolavori nati in questo piccolo, sfrenato laboratorio. In copertina, i miei schizzi preparatori.

Lascia un commento

Blog su WordPress.com.

Su ↑

Scopri di più da Basso Veneto

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere