La seconda edizione de “Il gruppo che non c’era”

Oggi è uno anno che è morto Gianni Frezzato.

Con la (ex) band qualche mese fa ci era venuta voglia di fare qualcosa. Io sono andato in cerca di cimeli e ho trovato un testo che aveva scritto Gianni, l’ho condiviso con gli altri ed era nata l’idea di farne una canzone, ma ancora la canzone non c’è. Intanto Mario si era messo a remixare un master di un vecchio brano, ma la cosa è ancora in corso d’opera. Si era anche pensato di fare una serata in un locale o qualcosa del genere, ma sul “qualcosa del genere” non ci siamo mai messi d’accordo.

Il che, a pensarci bene, è al 100% Arachide Jumbo. (Anche se qualcosa è stato fatto, per la verità, al Drum Galà di quest’anno)

Allora ho pensato che potesse essere una buona occasione per rendere finalmente disponibile “Il gruppo che non c’era”, la biografia degli o dell’Arachide Jumbo, scritta a quattro mani con Nicola Astolfi nel 2019.

Il gruppo che non c’era. Breve storia dell’Arachide Jumbo

La biografia dell’Arachide Jumbo nasce nel ventennale della band e in concomitanza con lo scioglimento della medesima (e forse proprio per elaborare lo shock).

Non nasce dal nulla: prende forma a partire dall’ironicissimo diario tenuto dal sottoscritto in quello che era il blog ufficiale, mescolato ad una quantità di materiali raccolti negli anni, dalle locandine alle scalette dei concerti, dall’archivio fotografico agli scambi di e-mail fino ovviamente allo sterminato archivio di registrazioni delle session in sala prove e di qualche raro concerto.

La prima parte è una puntuale & irriverente cronaca della storia della band, la seconda un allucinante apparato di note, che aggiungono informazioni, retroscena, materiali extra. Sono quasi 300 paginette.

Tutta questa fatica per un’operazione situazionista: la pubblicazione di appena 4 copie, donate ai quattro superstiti della band in una memorabile serata in pizzeria, pochi giorni prima del lockdown 2020.

Questa nuova edizione del libro

L’idea di rimettere mano al libro e pubblicarlo è venuta presto, perché diverse persone avrebbero voluto leggerlo (in primis componenti passati della band). Su questo, per la verità, mi ero impuntato io: “Il gruppo che non c’era” doveva rimanere un’edizione unica e irripetibile.

Poi è morto Gianni, che per chi non lo sapesse dell’Arachide Jumbo era il batterista.

Poche ore dopo il funerale, mentre scrivevo pensieri su quella giornata, ho pensato che avrebbe avuto senso fare del libro un’occasione per ricordare Gianni. E ho iniziato a revisionare la prima stesura, a impaginarla in un formato diverso e a pensare a cosa mettere in copertina che non fosse una manciata di arachidi.

La nuova edizione de “Il gruppo che non c’era” è disponibile da oggi. Contiene diverse novità rispetto alla versione originale, che resta unica e irripetibile:

  • La copertina è diversa e ricca di simbolismi musicali / esistenziali;
  • I refusi contenuti nell’originale sono stati sostituiti da una serie di refusi tutti nuovi;
  • Se la prima si concludeva con lo scioglimento della band, questa racconta cos’è successo dopo, fino alla scomparsa di Gianni (a cui è dedicata)

Per il resto fa sempre molto ridere e ripercorre con precisione perfino eccessiva la storia di uno “strano gruppo”. Per sintetizzarne i contenuti all’incirca con le parole di Mario: “Da come è scritta sembriamo quattro deficienti che non hanno mai combinato niente”.

Chi volesse prenderne una copia, la trova sulla piattaforma ilmiolibro.it ed esclusivamente lì, anche perché nessun editore sano di mente pubblicherebbe mai questo libro.

Il libro sarà disponibile sulla piattaforma per sei mesi. Poi vedremo che fare.

Buona lettura!

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