È vero, lo confesso: anch’io, ascoltando l’ultima incarnazione dei Marmaja nei live recenti mi sono trovato a pensare ai concerti di venti anni e passa fa, quando si attaccava a saltare sotto il palco alle prime note di “Usignolo da fatica” e cose così.
Però ho l’impressione che dire che questi Marmaja non sono più quelli di dieci o quindici o venti o trenta anni fa non sia questa affermazione fa premio Nobel. Che anzi contenda con altre scoperte – come quella di quel ministro secondo cui la benzina in Italia costerebbe molto meno non calcolando le accise – il prestigioso premio “Grazialcazzo” 2023.
O che non sia diversa dalla litania che le prime storie di Dylan Dog erano più belle di quelle di oggi o cose simili. Ci sento un fondo di nostalgia per altri tempi, che forse rivela altro: quello che ci manca sono gli altri tempi, quando eravamo bimbi o ragazzi o magri o capelloni o altre cose che, ahinoi, non torneranno più. O quando, insomma, ci sembravamo meglio noi.

I trenta anni dei Marmaja
Tutto ciò premesso, i Marmaja hanno in effetti compiuto trenta anni di carriera e li hanno festeggiati con un concerto alla splendida birreria Vojo, in un clima da festa sull’aia.
Ed in effetti su quel “palco” (che, vabbè, non era proprio un palco, ma un pezzetto di campo con balle di fieno come sfondo) non c’erano i Marmaja di quando ero ragazzo (ma dai), bensì sei uomini con qualche decina di anni di più sulle spalle.
Che portano in scena non solo la loro musica, riarrangiata infinite volte, ma anche le gioie, le fatiche e i dolori di trenta anni di concerti e dischi, le cicatrici, i fantasmi, le storie personali, le litigate, gli abbracci, le sbronze, le risate, i momenti di gloria, i passi falsi, gli entusiasmi, la stanchezza, il coraggio, l’incoscienza, i pasticci, le trovate geniali, le amicizie che durano da decenni e quelle andate a ramengo.
A me sul palco, anche se non era un palco, è sembrato di vedere e sentire tutto questo.
Ed è stato molto bello, perché alla fine l’unico vero dato di fatto è che siamo invecchiati (si può dire?) in qualche modo insieme, loro che suonavano e noi che li ascoltavamo. Ascoltare oggi i Marmaja è stato come ritrovarsi dopo un lungo viaggio e raccontarsi tutto quello che è successo nel frattempo. Ed è stato altrettanto meraviglioso vedere che non ci siamo persi nel mezzo.

Chi sono i Marmaja
I Marmaja sono un gruppo musicale folk rock italiano. Ma questo te lo può dire tranquillamente Wikipedia. Per noi che abitiamo in Polesine sono il mitico gruppo di cui abbiamo macinato concerti, che ha “fatto successo fuori” e che poi ritrovavi puntuale a Sconcertando, ma anche semplicemente alcune persone che incontri in mille situazioni in giro, magari al bar, magari qualche volta anche in momenti di lotta e impegno. Forse Wikipedia ve la racconta meglio.
Le foto sono rub… prese cortesemente in prestito dalla pagina Facebook di Rovigoinfocittà
