Metadone #6: Troppi turisti, a Venezia arriva il Piano di abbattimento selettivo

Il centro storico di Venezia conta circa 48 mila abitanti. E quarantottomila è anche il numero di turisti che ogni giorno entrano in città, con un impatto devastante per il fragile ecosistema della città lagunare.

Non stupisce dunque che le misure per contenere l’impatto dei turisti per la città siano sempre più drastiche. Come il Piano nazionale di gestione del turista, elaborato dal Ministero del Turismo, che prevede finalmente l’abbattimento selettivo dei turisti in eccesso.

Cosa prevede il Piano nazionale di gestione del turista

Flagello per canali e calli, campi e campielli, negli ultimi decenni la presenza del turista a Venezia è cresciuta a dismisura, come in molte altre città italiane, alterando pesantemente l’economia e la qualità della vita.

Finora i tentativi di controllarne la diffusione hanno prodotto scarsi risultati, ma oggi c’è un’arma in più: il Piano nazionale di gestione del turista, che sarà finanziato grazie al Fondo per il controllo e l’eradicazione delle specie esotiche invasive.

Ma con quali metodi? Se il Piano vieta espressamente l’uso di veleni, consente invece la cattura in vivo tramite gabbie-trappola, con successiva soppressione del turista mediante sparo o esposizione al biossido o al monossido di carbonio ad alta concentrazione, assicurandosi tuttavia che siano risparmiati alla creatura dolore, angoscia e sofferenza evitabili.

Ma è soprattutto consentito l’abbattimento diretto con armi da fuoco, che potrà essere operato non solo dalla polizia provinciale, ma eventualmente anche da privati cittadini, muniti di licenza di caccia.

In questo caso ci si concentrerà in via prioritaria sugli esemplari più deboli e lenti, quali (a titolo di mero esempio) anziani dal tipico cappello di paglia bianco, ragazzi americani obesi, turiste orientali intente a fotografare le vetrine dei negozi.

Sarà possibile sparare sul mucchio solo in presenza conclamata di comitive, specie se esageratamente chiassose e moleste.

I benefici attesi dal Piano

Venezia sarà il banco di prova dell’avveniristico Piano che, se si dimostrerà efficace, potrà poi essere replicato in numerose altre località italiane sfigurate dal turismo di massa.

Il Piano, che prevede l’abbattimento di una quota variabile di turisti ogni anno, si propone di sfoltire dal 30-40% la presenza di questa specie esotica invasiva, migliorando la qualità della vita dei residenti di Venezia, rendendo più agevole il transito per calli e campielli, ripristinando l’habitat originario della città.

Oltre agli evidenti benefici immediati, infatti, l’abbattimento selettivo di turisti darebbe vita ad un graduale riassetto dell’ecosistema lagunare, ridimensionando la presenza di bed and breakfast, bancarelle di ciarpame e finte trattorie tipiche, che dovrebbero essere presto sostituiti da appartamenti per residenti, botteghe di prossimità e luoghi di ritrovo e socialità.

Se la proposta ha registrato l’ostilità delle organizzazioni umanitarie, è stata accolta invece con entusiasmo dai rappresentanti del mondo venatorio: “Offre una soluzione concreta ad un problema che ormai mette in ginocchio una delle città più belle del mondo – commenta Osvaldo Zauker dell’associazione Fratelli di Caccia – Per il nostro mondo è una sfida da cogliere, nella consapevolezza che sparare ai turisti è più divertente che farlo alle nutrie, ma dobbiamo saperlo fare con la professionalità che ci contraddistingue, ad esempio evitando di farci condizionare dal nostro odio per i musi gialli”.

Foto tratta da www.lavocedivenezia.it/le-ultime-bravate-dei-turisti-cafoni-a-venezia-una-lista-infinita

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