Il primo, glorioso compleanno del cinema teatro Duomo

Io non so quanti cinema abbiano un pubblico che spontaneamente attacca a cantare “tanti auguri” nella serata del primo compleanno.

Comunque è andata proprio così, fuori dagli schemi, a festeggiare un compleanno come fossimo a casa, con gli amici e le persone più care. Sarà lo spirito “toscano” della serata (spiego poi), sarà lo spirito del cinema teatro Duomo in generale. Che è proprio quello di “sentirsi a casa”, come ci hanno detto varie volte i nostri spettatori.

Buon compleanno, cinema Duomo!

Con il regista Federico Micali, venuto a presentare “L’Universale”. Con le colleghe e i colleghi – Valentina, Lodovico, Francesca e il solito invisibile Simone – ci siamo davvero divertiti a fare una serata leggera e allegra. Con il conduttore (io), entrato in sala in bicicletta, giusto per spiazzare il pubblico e far assaporare subito il clima della serata.

Con la prima candelina arrivata davvero in sala. E con il fuori copione degli spettatori che attaccano a cantare da soli, senza che avessi osato chiedere, tanti auguri a te al loro cinema del cuore. Per poi gridare Viva il cinema Duomo! in un coro da stadio.

E non avevamo ancora iniziato a bere.

Il film del compleanno per la prima volta l’ho scelto io. Nel senso che Valentina me ne ha parlato e io ho insistito con il mio tipico, esagerato entusiasmo, perché mi sembrava proprio un film che parla di noi, del nostro sogno e del nostro modo guascone di fare le cose.

Le luci e le ombre di un anno in centro a Rovigo

Come ho scritto qualche tempo fa, io racconto sempre la parte rose e fiori del cinema. E’ una scelta precisa, condivisa anche con i colleghi, specie in un periodo in cui ci avrebbe regalato più visibilità lamentarci pubblicamente delle difficoltà.

E certo che avrei potuto raccontare le ombre, le difficoltà, le preoccupazioni, che non sono mai mancate a palate. In questo anno di vita del cinema Duomo, oltre a faticare tutti come mai prima, abbiamo incassato una certa quantità di sberle e porte sbattute in faccia, che se non fossimo coriacei ci sarebbe voluto un chirurgo maxillo facciale.

Ma a raccontare le ombre non ce la faccio proprio e spiego perché. Pochi giorni prima del compleanno del cinema, per dire, era stata una pessima giornata: nell’arco di un pomeriggio erano arrivate due porte in faccia di quelle che lasciano rabbia e sconforto e ti fanno passare la voglia di credere nel cinema in centro e nella tua città.

La sera stessa, mentre ancora rimuginavo sulla delusione, sono andato a procurare cena in una ottima gastronomia in piazza. Lì la commessa, incrociata varie volte in sala e al cinema estivo, mi ha detto che la figlia è molto contenta dei film che diamo nel weekend e che ormai la ragazzina viene al cinema da sola con le amiche.

Sempre la stessa sera, un’amica che è venuta a stare a Rovigo mi ha mandato la sua foto in sala, per la prima volta al cinema in centro dopo tanti anni per una serata che è stata davvero spettacolare.

Ecco, a me più che le mille cose fatte (che sono davvero tante), fa impressione pensare a come il cinema Duomo sia riuscito a essere così nel cuore degli abitanti di Rovigo, delle persone qualunque. Quindi non ce la faccio proprio a raccontare di miserie, squallori, meschinità e opportunismi. In città trovo ancora tante persone luminose e grate, che sono infinitamente più belle e interessanti da narrare.

Per la cronaca: no, non siamo diventati ricchi. Ma almeno non siamo andati in bancarotta. E’ già tanto, per un anno di vita.

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