“Chissà cosa avrebbe scoperto Colombo, se l’America non gli avesse sbarrato la strada”. L’ironica citazione di Jonathan Swift coglie una questioncina: la scoperta del nuovo continente avvenne per puro caso. O addirittura per errore.
Ecco perché ho pensato di intitolare “La scoperta dell’America” il mio nuovo programma settimanale su Radio Kolbe: per provare a raccontare una serie di storie con un taglio un po’ audace e fuori dai soliti schemi.
Le storie de “La scoperta dell’America”
Il bisogno di uscire dalla retorica dell’eroismo e della genialità è legato al modo in cui è nato questo programma: all’interno di un percorso fatto con Caritas diocesana e con associazioni e gruppi parrocchiali, per condividere conoscenze e idee per promuovere i loro progetti, sostenuti con l’8 per mille (sì, avrei potuto scrivere “Corso di formazione”, ma lo spirito non era quello di insegnare tecniche, semmai di immaginare cose insieme: ne ho parlato qui).
Fin dall’inizio la principale sfida è stata abbandonare parole retoriche e luoghi comuni, che sul volontariato (e non solo su quello in ambito parrocchiale) abbondano fino alla nausea. Esempi? Gli angeli del fango, gli angeli del soccorso, gli angeli in divisa. Oppure le persone “dal grande cuore”, “dal cuore d’oro”. E in generale questo insistere su bontà generosità altruismo impegno sacrificio, che dipinge chi fa volontariato come un santo, un supereroe o un supersfigato.
All’opposto c’è il “progettese”, neolingua di chi, nel Terzo Settore, parla spesso più di progetti e di numeri, che di persone. Magari con quella sorta di ansia da prestazione, che fa diventare i numeri delle performance da esibire per parlare di efficienza, efficacia, capillarità dell’azione, per sottintendere o affermare esplicitamente che i soldi donati al Terzo Settore sono soldi spesi bene.
Elogio dell’errore (o della casualità)
In questo mondo ci ho trascorso abbastanza tempo da avere voglia di parlare un’altra lingua. Così, confrontandomi con Alessandro e Luisa di Caritas, è nata l’idea di seguire un filo conduttore anomalo per i contenuti del programma: elogiando la casualità, gli imprevisti, le fragilità e perfino gli errori, da cui nascono, però, storie interessanti.
Non tutti gli sbagli portano a scoprire un nuovo continente o la penicillina, ma possono restituire la semplicità, la leggerezza e l’umanità di molte esperienze.
In fondo ho sempre in mente quella volta che, da bimbo, mi portarono al circo. Durante un numero acrobatico, il trapezista sbagliò la presa e cadde sulla rete sottostante. Di quello sbaglio clamoroso io ricordo il grande applauso scattato tra il pubblico: l’errore del trapezista l’aveva reso umano, fragile, commovente, uno di noi. E con quel grande applauso il pubblico lo incoraggiò a risalire e finire il suo numero, questa volta con successo.
Di cosa abbiamo parlato finora
Nella prima puntata de “La scoperta dell’America” abbiamo raccontato con Susanna Carlesso la storia della Casa di Abraham, grande abitazione di campagna a Grignano Polesine.
Nata per accogliere persone che avevano bisogno di un tetto sotto cui stare, nel tempo è diventata qualcosa di più grande e complesso. Seguendo non un progetto scritto, ma il filo di eventi accaduti per caso. “Che forse un caso non è stato”, come ha commentato Susanna. Chissà.
Alla Casa di Abraham ci sono molti animali. Vengono da un circo, arrivato nel 2020, accolto da loro durante il lockdown. Per caso sono arrivati, per caso sono rimasti lì e ora, guarda il caso, sono una delle attività quotidiane per gli ospiti, che si prendono cura di loro. E saranno un giorno i beniamini di bambini che visiteranno quella che vuole diventare una fattoria didattica.
Nella seconda puntata, invece, con Stefania Checchinato e Miranda Bassani abbiamo scoperto l’oratorio della parrocchia di Santa Sofia di Lendinara. Ecco la definizione di Stefania: “Un luogo informale, in cui non accade nulla di programmato”. Bellissima. Altra definizione, questa volta di Miranda: “Un cancello aperto”. Insomma, uno spazio, non un progetto. In cui semplicemente stare insieme e fare tutte quelle cose che si fanno insieme, compreso litigare.
Il progetto non si costruisce a tavolino per gli altri, ma assieme agli altri. E quindi non è un progetto, ma un continuo adattarsi, ascoltare, agire insieme. In cui sapersi adattare alla casualità è una di quelle skills tanto celebrate.
Poi c’è la sfiga in agguato. La data di apertura dell’oratorio lendinarese è l’11 febbraio 2020, poco prima del lockdown. Quando si dice partire nel momento giusto. Ma forse era proprio quello il momento giusto: quando un virus che non avremmo mai previsto ci ha costretti a imparare l’arte di adattarci a ciò che succedeva giorno per giorno.
“La scoperta dell’America” sarà in onda il lunedì alle 18.00, il mercoledì alle 21.00 e il venerdì alle 9.00, e naturalmente on line sul podcast di Radio Kolbe. Trovate la prima puntata a questo link.


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