Il merito di quell’insegnante che mi fece leggere Bulgakov

Ieri ho presentato le autrici e gli autori dei 19 racconti pubblicati anche quest’anno dalla Fondazione Banca del Monte di Rovigo: giovanissimi e giovanissime, capaci non solo di scrivere cose davvero notevoli, ma soprattutto di rispondere a bruciapelo alle mie domande a sorpresa.
Una delle ragazze, autrice di un racconto simpatico fin dal titolo (“Mocio o polpo? Polcio!”), alla mia domanda sulle sue letture ispiratrici, mi ha candidamente risposto che non ha autori particolari che l’abbiano ispirata, ma l’idea le è venuta da una lettura in qualche modo imposta dall’insegnante di italiano.
Questa risposta mi è piaciuta un sacco, perché sincera e perché mi ha ricordato che, in attesa di trovare da soli i nostri idoli, gli insegnanti possono farci da guida in questa ricerca.
E’ stato un assist per ringraziare la mia prof di italiano del liceo, che era seduta in prima fila tra i vip. Perché, tra le turbolenze di quel periodo, è stata lei una ventina di anni fa a farmi leggere “Il maestro e Margherita”, romanzo che mi è entrato nel cuore e che ho riletto molte volte.

Io, Michail Bulgakov e la scrittura

Di Michail Bulgakov, negli anni dopo il liceo, ho collezionato avidamente tutto ciò che potevo trovare in libreria. E credo sia stato lo scrittore che più ha segnato il mio modo di scrivere in una certa fase.
Del resto, un amico di recente mi ha detto che, leggendo “Le mille verità”, gli è venuto in mente “Cuore di cane”, con la sua satira sociale surreale e irriverente. E io non ci avevo mai pensato prima, a quanto la passione per lo scrittore russo potesse avere influenzato quel libro e molto altro.
Insomma, da quella lettura in qualche modo imposta è nato un mondo di letture, di pensieri, di suggestioni e infine di scrittura. Mi sembrava doveroso dire grazie alla mia prof, seppure con venti e rotti anni di ritardo. Credo abbia apprezzato. Lei, che dalla prima liceo mi ha sempre dato del “lei”, ieri salutandomi mi ha dato del “tu”. Mi sa che si era emozionata.

La mia prof, per la cronaca, è Natalia Periotto.

Le letture prima de “I giorni delle cicale”

Questo mi ha fatto pensare a quali letture mi abbiano ispirato “I giorni delle cicale” e in particolare Lucia. E facendo mente locale devo dedicare ancora una volta un pensiero a mia nonna Iride. Non solo perché ci sono cose che parlano di lei in questa storia. Ma anche perché, dopo la sua morte, sulla mia libreria si sono trasferiti molti suoi libri. Tra questi, molti di autori ferraresi come Bassani o Bacchelli.

E proprio pensando a quali letture possano avermi condotto verso la scrittura delle mie “cicale”, così radicalmente diverse dal romanzo precedente, almeno una mi è apparsa chiarissima: “Dentro le mura” di Giorgio Bassani. E’ da questa raccolta di racconti, tra tutte le opere dello scrittore ferrarese che ho letto, che sicuramente è nata quella piccola scintilla da cui è nata quella quantità di riflessioni, esperimenti, parole su carta che mi hanno portato a definire cosa volevo scrivere e perché.

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