Ho conosciuto la rivista REM anni fa, grazie all’amica Christina Garczyk, ma se mi ci sono affezionato è stato per merito di alcuni articoli affascinanti e memorabili.
Uno di questi ce l’ho ancora impresso: scritto da Danilo Trombin mi sembra a fine 2014 o 2015, mi ha fatto conoscere un signore di 79 anni venuto via dal Piemonte per tornare a vivere come i miseri pescatori di un tempo sulla spiaggia di Scano Boa. Un articolo emozionante.
Non mi aspettavo di meno dal nuovo libro di Danilo, “Viaggio nel delta del Po“, uscito qualche mese fa.
Luoghi e volti del delta del Po
Questa “guida sentimentale all’ultima frontiera” l’ho letta con l’aspettativa di trovare almeno una delle mille storie che Danilo ha incrociato nei suoi innumerevoli vagabondaggi tra scani, paradeli, valli, lagune e le immense pianure del Delta di frontiera.
E non mi ha deluso. Mi ha regalato un magnetico viaggio nei meandri del Grande Fiume, descrizioni suggestive, permeate di malinconia, di città e scenari di questa terra, ma soprattutto piccole, meravigliose storie della sua stessa vita nel Delta e degli esseri umani incrociati nei luoghi più desolati e lontani.
E un’infinità di nomi di piante e pennuti e pesci e bestie che sembra di leggere uno dei viaggi esotici immaginati da Salgari.
Un libro da avere, da rileggere, magari andando a scoprire i luoghi di cui parla. Ma anche, va bene uguale, facendosi portare in viaggio nelle mille diramazioni del Grande Fiume, guidati dalla prosa appassionata di Danilo. Insomma, un libro consigliato a chi conosce il Delta come le proprie tasche, ma anche a chi, come me, probabilmente non andrà mai a Scano Boa, perché in fondo preferisce continuare a sognarlo.
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