Prima premessa: non amo particolarmente gli incontri con l’autore. Perciò, quando mi invitano a presentare il libro che ho scritto, cerco di pensare a qualcosa di divertente – per me e per il pubblico.
Mi sembra semplicemente giusto, perché c’è gente che si è presa la briga di invitarmi e gente che sacrifica un’oretta del suo tempo per stare ad ascoltarmi. A queste persone sono grato e mi va di ricambiare con un minimo di impegno e passione.
Come si fa tutto ciò? Probabilmente basta pensare a ciò che fanno certi autori blasonati (sboroni), ai cui incontri ci si annoia a morte. E provare a fare tutto il contrario.
Seconda premessa: le cose belle mi piace condividerle. E’ il motivo per cui sono stato felice di avere la copertina de “I giorni delle cicale” illustrata dall’amica Claudia Piola. Ed è il motivo per cui, quando Michele Lionello di “Voci per la libertà” mi ha chiesto di presentare il nuovo romanzo da loro, ho voluto che ci fosse al mio fianco Enrico Buoso.


La colonna sonora de “I giorni delle cicale”
C’è anche il fatto che, in questi momenti, mi piace avere al mio fianco qualcuno con cui sentirmi a mio agio (nella prima presentazione, ad esempio, c’era la preziosissima Natascia Celeghin). E con Enrico Buoso c’è un rapporto di amicizia e musica che va avanti da quasi vent’anni, dalla volta che ci siamo conosciuti ad un’edizione di “Rowoodstock”, per poi suonare insieme in una miriade di progetti musicali mai di successo, ma sempre felici (Rosenkreutz, Caledonian Sunset Before The Rain e perfino i disastrosi Titty Twister).
Enrico è un vero innamorato della musica, di certo più talentuoso e meno lunatico di me, che con la musica ci giocherello. E’ eclettico e disordinato come me, ma soprattutto è uno che presta volentieri la sua chitarra alle cause musicali più disparate.
Solo lui, per dire, poteva venirmi dietro, quando gli ho proposto di aprire l’incontro a Rosolina Mare con quattro accordi suonati da me all’ukulele. Una delle mie tipiche boutade per rompere il ghiaccio con il pubblico.
Ma Enrico s’è anche letto il mio libro e ha pensato alla musica per accompagnarlo, inventando diversi temi che evocassero i personaggi e accompagnassero le mie letture.


Il privilegio di essere a “Voci per la libertà”
Potrei riassumere il concetto così: grazie grazie grazie grazie virgola sei periodico.
Essere a “Voci per la libertà” a parlare de “I giorni delle cicale” per me è stato un grandissimo privilegio. A presentare il mio libro, una cosa piccolina piccolina, in un festival che è una cosa enorme, non solo perché vive da 24 anni, non solo perché è il festival nazionale dedicato ad Amnesty International, non solo perché ospita big della musica.
“Voci per la libertà” è una cosa grande perché ha ideato un modo intelligente di parlare dei diritti umani, perché è un festival animato dal cuore, dalla passione, da valori di cui c’è un disperato bisogno. E’ un festival fatto da gente che in 24 anni non si è scoraggiata (e c’è stato più di un momento in cui sarebbe potuto accadere) e che continua a non cedere di un millimetro sulla difesa dei diritti umani, in un paese che va ormai alla deriva in direzione opposta.
Ho bazzicato “Voci per la libertà” fin quando era a Villadose, in un bellissimo clima da festival di quegli anni, e ho intrecciato la mia strada con la loro in moltissime occasioni, anche per lavoro. Una delle esperienze più belle dei miei anni al Csv è stata la collaborazione con loro ai workshop con i giovani chiamati “Csv on the beach!” (esperienza significativamente affossata da un certo anno in poi).


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Insomma, anche questo incontro è stato una sorta di emozionante rimpatriata tra amici. C’erano anche stavolta le volontarie di Emergency con il loro banchetto di raccolta fondi. A loro ho ricordato come il mio ingresso nel gruppo rodigino dell’Ong sia nato proprio dall’idea mia e di Enrico di organizzare un concerto di beneficenza per Emergency (mai realizzato).
C’erano amiche e amici che si sono presi il disturbo di essere lì, alle 18.30 del giovedì, a supportarmi (grazie!).
C’era Paolo Spinello, l’editore di questo romanzo e de “Le mille verità“, a cui va sempre la mia gratitudine per la decisione (affatto scontata) di pubblicare le cose che scrivo.
E grazie a chi s’è comprato il libro giovedì, dandomi fiducia. Soprattutto: buona lettura!
Le foto sono di Andrea Artax di “Voci per la Libertà”, di Paolo Spinello di Apogeo e di Patrizia di Emergency.