Il gruppo che non c’era: breve storia dell’Arachide Jumbo

Questo è sicuramente il mio progetto più orgogliosamente dadaista: spendere mesi di (divertentissimo) lavoro di ricerca e scrittura, per realizzare un libro dalla tiratura limitatissima. De “Il gruppo che non c’era. Breve storia degli Arachide Jumbo 1999-2019”, infatti, esistono al momento solo quattro copie, una per ciascuno membro superstite della band, inclusi il sottoscritto e il chitarrista Nicola Astolfi, con cui è nato il progetto.

Perché un libro sull’Arachide Jumbo?

Nel corso del 2019, tutta una serie di cose che dovevano prima o poi esplodere all’interno dell’Arachide Jumbo sono semplicemente esplose, decretando la fine della band, formata dal 1999 da Nicola Astolfi, Mario Serico, Gianni Frezzato e, dal 2001, dal sottoscritto, più una serie di altri componenti.

Così, chiudendo il blog e archiviando i miliardi di brani registrati, mi sono reso conto che sarebbe bastato mettere in fila i post del blog, le annotazioni delle sessioni di registrazione e dei concerti, i mille cimeli conservati nel tempo e una serie di altre cosette, per ricavarne una breve ma divertentissima storia della band.

All’inizio doveva essere una cosa per me, poi è diventata un testo di un paio di centinaia di pagine, a cui si è presto aggiunto uno sterminato apparato di note a cura di Nicola, portando il materiale a raggiungere le dimensioni di un volumetto di 300 pagine. Scritte in grande, per la verità.

Ma questo non risponde alla domanda: perché un libro sull’Arachide Jumbo? Perché l’idea di scrivere una cosa strutturata su una band (meritatamente) sconosciuta esercitava su di me l’irresistibile fascino del trash.

Chi erano gli Arachide Jumbo?

La risposta più comune è: boh.

La risposta meno comune è: una band formata principalmente da Mario Serico (voce, basso e chitarra), Nicola Astolfi (chitarra e occasionalmente voce), Gianni Frezzato (batteria), Francesco Casoni (tastiere e molto occasionalmente voce), più per un certo periodo talenti come Roberto Brancalion (basso), Barbara Menardi (voce) e poi Lisa Milani (voce), per limitarsi a quelli principali. Hanno anche fatto un disco (nel 2004) e un paio di show teatral-musicali con la compagnia Teatro Insieme, oltre a qualche dozzina di concerti in giro per il Polesine, la bassa padovana e altre amene zone del ricco Nordest. Il resto è tutto narrato nel libro.

Dove si compra il libro?

Domanda già ricevuta. Risposta: non si compra. L’impossibilità di leggerlo è parte del progetto dadaista di questa biografia dell’Arachide Jumbo. Gli unici che potranno effettivamente leggerlo saranno gli autori e, per gentile concessione, gli altri due membri della band. Per poterlo leggere, dunque, occorrerà farselo prestare da loro.

Un libro che non esiste, anche se effettivamente esiste, mi era sembrata la scelta editoriale più azzeccata per una band che è esistita, ma effettivamente non si è mai capito se è esistita. Una scelta, del resto, in linea con il mercato editoriale italiano, che ogni anno inonda il mondo di libri che non vengono letti da nessuno.

Per concludere

Qualche sera fa, il nostro adorato bassista e leader Mario, sosteneva che in Italia, per farsi cagare come musicisti, bisogna “conoscere qualcuno”. Mi è venuta in mente, così, una cosa del tipo “Come sarebbe andata tutta la nostra storia, se avessimo conosciuto qualcuno” (la metterò nell’eventuale ristampa del libro): è il 2001 e il pianolista degli Arachide Jumbo, al suo ingresso nella band, si sente chiedere se conosce qualcuno di importante.

Lui ci pensa su un bel po’, ma gli viene in mente solo che al ginnasio era vicino di banco di uno che, tempo dopo, sarebbe divenuto famoso come attore porno. Nasce così il primo, pionieristico disco della band: “Musica per film porno”. Una di quelle cose ambient alla Brian Eno e/o Harold Budd. Un disco interamente strumentale, pensato come ideale colonna sonora di un pornazzo. Il resto della storia, di conseguenza.

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