Le librerie scomparse

Quando è uscito “Le mille verità”, nel settembre 2017, in centro a Rovigo c’erano due librerie indipendenti. Chi le cercasse oggi, però, troverebbe una vetrina di scarpe e una specie di infopoint.

All’epoca la libreria Calibrì di Stefano Polo e la libreria Pavanello sono state le due realtà più importanti per la promozione del libro in città. Sono state le uniche che il libro lo hanno messo in bella vista in vetrina, appena uscito. Gliene sono grato ancora.

L’esperienza della pubblicazione del libro e della sua promozione (perché un libro bisogna poi venderlo) è stata utile anche per scoprire quanta differenza c’è tra libreria e libreria.

Nelle prime settimane di vita, nonostante si vendesse abbastanza bene, nell’unica libreria di catena a Rovigo, “Le mille verità” non esisteva, non solo in vetrina, ma nemmeno sugli scaffali. Era confinato su un ripiano dietro al bancone. Mica per cattiveria, ma perché nelle librerie di catena ci sono – ho imparato poi – altri meccanismi a regolare la scelta di ciò che deve essere proposto al pubblico.

Ma questo ci dice ancora una volta quanto sono importanti le piccole librerie indipendenti per i piccoli editori, che pubblicano in genere autori esordienti o poco conosciuti.

Oggi a Rovigo ci sono solo due librerie, entrambe legate ad una catena. La meravigliosa libreria indipendente La Magnolia ha chiuso a fine luglio. Lì stavano sulle mensole tutti insieme, piccoli e grandi editori, in ordine alfabetico. Il mio libercolo a fianco di uno pubblicato da Feltrinelli o Mondadori, per dire.

Mi rendo conto che, se pubblicassi oggi “Le mille verità”, non si vedrebbe in nessuna vetrina del centro storico. Non si troverebbe nemmeno su uno scaffale accessibile al cliente in cerca di un titolo invitante o di una quarta di copertina suggestiva. Starebbe su una mensola dietro la cassa o, peggio, sotto il bancone. O magari non ci sarebbe nemmeno.

Pubblicassi “Le mille verità” oggi, probabilmente, per praticità consiglierei agli amici di comprarlo on line.

Un pensiero riguardo “Le librerie scomparse

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  1. Purtroppo le librerie indipendenti sono una razza in via di estinzione, soprattutto nelle città di piccole e medie dimensioni. Vivendo a Milano, posso dire che ce ne sono ancora un pugno – mica tante, eh – e che svolgono un ruolo importantissimo non solo legato alla visibilità dei piccoli e medi editori e dei loro autori, ma perché preservano un concetto di cultura non dominata dal profitto. Chiaro che sono attività che devono garantire un ritorno economico, ma quello non è il fulcro del loro operare. Ecco perché compro da loro i libri. E vado alle presentazioni che organizzano, e cerco di dare un minimo di visibilità attraverso i miei modesti canali.

    p.s. il tuo romanzo mi era piaciuto molto!

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