Ho deciso di disattivare il mio profilo Facebook, almeno per il periodo estivo. E’ lo stesso compromesso che ho ho raggiunto quando ho smesso di fumare: andare per tappe.
L’idea è di chiuderlo dal 1° luglio e riaprirlo a settembre. Eventualmente. Sempre che in questi due mesi non scopra che sto molto meglio senza.
Chiudere il profilo Facebook non è semplicissimo, se lo usi per molte cose importanti, ma basta organizzarsi. Nel frattempo, ho disinstallato la App per il telefono, così da rendere più scomodo l’uso. Poi ho fatto in modo che le attività che svolgo per lavoro o per hobby possano proseguire come prima.
Finora una delle scuse per tenere il profilo attivo è stato il libro, ossia la necessità di promuoverlo. Al momento, però, questa esigenza è in stand by, visto che non sono in calendario grandi iniziative legate al libro. In ogni caso, un’altra idea è di attivare dei canali promozionali alternativi a Facebook per questo genere di cose. Vedremo.
Quanto ai motivi, riguardano soprattutto la questione di chi siamo su Facebook e di come stiamo cambiando, mentre viviamo la vita e le relazioni in questi spazi, regolati da algoritmi di cui cogliamo appena la superficie. Un altro elemento è l’uso compulsivo dei dispositivi mobili. Ormai leggere un lungo articolo mi richiede uno sforzo di volontà, per non distrarmi continuamente a gettare un occhio ai social, alle news o alla posta elettronica.
A monte di tutto c’è la voglia di fare un esperimento, di vedere come si sta, cosa succede, cosa cambia, nella vita privata, come in quella professionale, rinunciando a qualcosa che sembra irrinunciabile. Certo, se avessi più coraggio, lo farei con lo smartphone.
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