Scrivo. Cancello. Riscrivo. Cancello. Così da qualche giorno, in cerca del bandolo della matassa.
Volevo scrivere qualcosa su mia nonna Iride, che è morta alle prime luci dell’alba, il 24 aprile, quanto meno per l’esigenza di un angolo in cui ricordarla, che non sia la secca nota anagrafica appiccicata su una lapide o quel luogo immateriale e volatile che sono i ricordi di chi l’ha conosciuta.
La domanda è sempre quella: cosa scrivere? Di certo, la biografia di mia nonna non offre grandi storie da raccontare, come la biografia di molti di noi, che non siamo avventurieri, scienziati, scrittori famosi o divi del cinema.
Mia nonna Iride non è stata una persona importante per il mondo. In compenso, lo è stata per me. Uh, che banalità. Eppure, più scrivo, cancello e riscrivo, più il bandolo della matassa è esattamente questo. Non è la trita tiritera che “la nonna è la nonna”, ma qualcosa di molto più profondo, perfino più profondo del legame affettivo.
C’è una cerchia molto ristretta di persone che – volontariamente o meno, consciamente o meno – hanno fatto sì che io sia ciò che sono adesso. Sono frammenti di me. Mia nonna era una di queste.
Sono quelle persone in cui, ogni tanto, quasi sorprendendoti, ti rispecchi. Scopri che quel gesto, quella scelta delle parole, quel modo di guardare al mondo era il suo gesto, la sua parola, il suo modo di guardare al mondo.
Mica parlo dei grandi esempi, delle lezioni di vita impartite da vecchi saggi. Macché. Cazzate. Penso a mia nonna che seminava cose apparentemente a caso in vaschette del gelato, per la gioia di vederle germogliare. Mentre mi diletto in cose altrettanto naif e disordinate, mi sorge il sospetto che qualcosa sia venuto da quella direzione.
Insomma, ho in mente un pulviscolo di cose insignificanti, in cui tuttavia mi è capito di intuire delle affinità tra me e mia nonna, in verità senza mai avere la certezza di avere intuito il giusto.
Questa vaga sensazione che alcuni frammenti della sua esistenza abbiano contaminato la mia esistenza è la cosa più importante che mia nonna mi ha lasciato.
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