I romanzi che solitamente mi conquistano sono quelli che partono con un preambolo piuttosto ridotto e vanno presto al dunque.
Ho iniziato a sfogliare le prime pagine di “E venni al mondo”, romanzo di Barbara Buoso – interrompendo, tra l’altro, la lettura di un altro libro – sperando di non avere tra le mani una di quelle storie che partono comode, con l’autore impegnato per molte pagine in uno spiegone di chi sono i protagonisti e come sono arrivati dove li hai appena trovati.
Ecco, sostanzialmente l’agile libro di Barbara Buoso parte proprio così, lanciando sulla scena i due protagonisti principali e poi spiegandoti come sono arrivati lì. Eppure è riuscito a conquistarmi, proprio violando la mia ferrea regola. Come? Mettendo in scena due personaggi adorabili, che fin dalle prime pagine appaiono “irrisolti”, in cerca della propria identità.
Mauro è Medusa, una donna nata nel corpo di un uomo, che attraversa il conflitto con il padre, la fuga di casa, una vita “normale” di pura facciata, sotto cui cova la questione, appunto, irrisolta della propria identità. Marzia lavora in uno sfigatissimo cinema di paese, frequenta l’università senza finirla, vive un rapporto con la madre fatto di amore, astio, vergogna, litigi, sensi di colpa. Anche lei, prima o poi, dovrà sbrogliare il groviglio della propria identità.
E il groviglio si sbroglia rapidamente nelle ultime pagine di questo breve romanzo. L’autrice spende buona parte di queste pagine a “preparare” ciò che accade nelle ultime. Lo fa impeccabilmente. “Prepara”, appunto, con la cura con cui in cucina si spendono ore a preparare un piatto che si consumerà, leccandosi i baffi, nel giro di qualche minuto. Prepara gli ingredienti, li cucina separatamente, li rimette assieme e li finisce di cucinare con cura.
Ti trascina fino al finale, che non è una conclusione, ma una svolta, che lascia aperte nuove possibilità. Medusa compie la propria scelta, manifesta finalmente la propria identità e ci lascia a chiederci quale equilibrio troverà la sua nuova vita. Anche Marzia raggiunge il punto di rottura e decide di dare una svolta alla propria esistenza. Lo farà?
Il finale non lo vediamo: i due ci lasciano letteralmente in mezzo a una strada, a metà via tra il Polesine e il padovano: Marzia a bordo di una corriera, diretta verso la città del Santo, Medusa in direzione opposta, ognuna a vivere la propria vita. Il loro destino è ancora da scrivere o è scritto in un libro che ancora non ci è dato di leggere.
dopo avere letto questa tua recensione sono ancora più felice di averlo in lista….